sabato 29 settembre 2012

Recensione: Voglio vivere prima di Morire di Jenny Downham

Carissimi lettori di Bookcret,
questa sera vorrei parlarvi di un libro che mi ha fatto alquanto riflettere sull'importanza della vita, degli affetti, degli amici, della famiglia e soprattutto dell'Amore. Un libro che affronta la difficile lotta di Tessa, contesa tra la vita e la morte. Affetta da una tremenda malattia, riuscirà a riscoprire se stessa e a riallacciare dei legami affettivi con le persone più importanti. Il libro si intitola "Voglio vivere prima di morire" di Jenny Downham.



Voglio vivere prima di morire


Titolo: Voglio vivere prima di morire
Autore: Jenny Downham
Editore: Bompiani
Traduzione di:Perroni S. C.
Pagine: 343
pdf: Bookcret possiede il pdf del libro
Recensione eseguita da Ilaria







Trama:

Tessa ha sedici anni ed è condannata dalla leucemia. Sapendo di avere a disposizione solo qualche mese di vita e con tutta la rabbia del caso, decide di stilare una lista di cose da fare prima di morire, che la facciano sentire viva e le diano l'impressione di avere avuto una vita completa. In questa lista, la cosa n. 1 è fare sesso. Poi c'è provare qualche droga; passare un giorno a fare shopping senza limiti, comprandosi tutto quello che vuole; viaggiare; rivedere i suoi genitori (separati) di nuovo insieme. A condividere con lei questi mesi e questi desideri, c'è Zoey, una sua amica un po' "sbandata", che vuole sempre trasgredire e superare i limiti e che Tessa adora perché è l'unica che non la tratta da malata, ma anzi, cerca di farla "sballare" con lei. Inizia così la corsa di Tessa contro il tempo, fra sesso, discoteche, droghe, piccoli furti. Fino al fatale incontro con Adam e con l'amore che strapperà Tessa da ogni paura.

Recensione:

La protagonista del romanzo è Tessa una ragazza di sedici anni malata da ben quattro anni di leucemia linfoblastica acuta. La LLA è una rara forma di tumore che colpisce le cellule produttrici di linfociti nel midollo osseo. Se non curata, la malattia può portare la morte in breve tempo.
Tessa è stanca di lottare, da quattro anni non riesce più a vivere una vita normale, tutto le sembra una corsa contro il tempo da casa fino in ospedale per un altro trapianto di midollo osseo e un altro controllo all'apparato linfatico. Ha abbondonato la scuola, la spensieratezza che solo a sedici anni si può avere, ha allontanato da sè tutte le persone che amava per paura di vederle soffrire e cosa più tremenda di tutte ha perso la voglia di vivere. La vita è il dono più grande che l'uomo possa ricevere, ma per Tessa non è altro che un inutile rimandare all'imminente capolinea: la morte.
Grazie all'amica riesce a ritrovare un pò di gioia e felicità e sopratutto la voglia di vivere. E insieme stilano una lista di tutte le cose che Tessa vorrebbe fare prima di morire: il sesso, la droga, infrangere la legge, per un giorno intero dire di sì a tutto ecc. In mezzo a tutto questo frenetico rincorrerre dei sogni arriva Adam, un ragazzo di diciotto anni con i capelli scuri e gli occhi verdi.
Sarà proprio lui a donare a Tessa l'esperienza più bella della vita: l'Amore. Quello con la A maiscola, un sentimento forte, innocente ed eterno che riesce a trionfare sulla malattia di Tessa e infine sulla morte stessa. Il libro affronta anche il difficile rapporto che Tessa ha con la madre, una donna "sbarazzina" che la lasciò da piccola con il padre per inseguire l'amore. Grazie ai momenti difficili riusciranno a creare un rapporto affettivo mai avuto prima. Un altro rapporto che emerge dal romanzo è quello tra padre e figlia. Il padre di Tessa soffre moltissimo per il dolore che la figlia sta subendo, ma cerca di tener duro per non aggravare maggiormente sulla malattia. Tessa, però, allontana da sè la maggior parte delle persone perchè alla fine sa che dovrà lasciarli e non vuole vederli soffrire a causa sua, ma in questo modo non si rende conto del dolore che provoca al padre. Con Adam, il suo primo (e ultimo) fidanzato riesce a non pensare alla sua malattia, alla paura, alla morte e questo affetto sarà per lei come un dono del cielo. Un ragazzo mandato dal cielo per farle vivere l'ultima indimenticabile esperienza che l'ha fatta vivere più a lungo:l'Amore.
Io adoro questi generi di libri perchè aiutano moltissimo a capire le persone affette da brutte malattie  e non a compatirle. Una vicenda come quella di Tessa potrebbe capitare ad ognuno di noi, un parente, un conoscente, un amico ecc. quindi non è qualcosa lontanissimo dal nostro piccolo mondo. Sono casiche nel mondo continua a ripetersi e nonostante si cerca in tutti i modo di cercare una cura un paziente su cinque non ce la fa. Inoltre il romanzo fa molto riflette sull'importanza della vita e non si può fare a meno di porsi alcune domande: "Perchè certa gente nasce se poi deve lottare contro un male inguaribile? Non era forse meglio che non fosse mai nata? Era una persona così buona e gentile perchè la malattia ha colpito proprio lui? Perchè quel bambino innocente dai grandi occhi azzurri? Che cosa avrei fatto io se fossi stata al posto di Tessa?..."
A tutte queste domande ho cercato io stessa di dare delle risposte senza alcun risultato. L'unica risposta che forse riesco a  formulare è: "Se fossi stata al posto di Tessa avrei cercato di fingere una felicità che non vi era, avrei lottato per le persone che amo, non avrei cercato di pesare sulla mia famiglia e non avrei voluto vederli soffrire". Ma tutto questo è solo un ipotesi, bisogna trovarsi nei panni degli altri per capire davvero il loro dolore.
Chiudo invitandovi a leggere questo libro perchè anche se non è il vostro genere preferito è un romanzo che insegna e fa riflettere sulla vita. Noi "sani" continuamo a camminare per la nostra strada indisturbati senza renderci conto che a due passi da noi un bambino, un adolescente o un'adulto sta cercando di sconfiggere una malattia troppo forte. Una malattia che distrugge, annienta nella quale alcuni, davanti ad essa si trovano impotenti e si arrendono come la nostra Tessa.

Io sono io, tu sei tu, e quelli là sono loro. Ognuno di noi è diversissimo dall'altro, ma tutti insieme abbiamo in comune il fatto di non contare assolutamente niente.

venerdì 28 settembre 2012

Innamorati delle copertine #5





Buona sera a tutti cari lettori, scrittori e amici di Bookcret, quello che i libri non dicono. So che questo è un brutto periodo per tutti, sopratutto per me, ma ogni tanto riesco ancora a concedermi un momento di pausa tra i mille impegni che occupano le mie giornate e tra i vari momenti di influenza che si stanno succedendo della mia vita ultimamente. Quindi, tra un naso gocciolante, un libro di storia ed un nuovo libro in fase di lettura (La Dichiarazione di Malley Gemma) aperti vicino a me, mi applico nello scrivervi il quinto appuntamento della solita rubrica settimanale "Innamorati delle copertine". Ora, qui di seguito, troverete le copertine in lista all'ultimo appuntamento:



Degrees of wrong
New Girl















The Treachery of
Beautiful Things
Someone Else's life



















Grazie alle vostre votazione e alla vostra classifica di votazione siamo riuscite a decretare le copertine vincenti della settimana.


Siamo liete di annunciarvi che le copertine vincenti sono:










Grazie mille a tutti coloro che hanno votato e fatto la classifica di gradimento e grazie mille anche a chi ha postato le sue copertine preferite. Ma ora veniamo alla classifica di questa settimana e state pronti a votare:

1. Across the Universe




2. Auracle




3. Dance of Shadows




4. Touched





Cari lettori, ora non vi resta altro che stilare la vostra classifica di gradimento della settimana e, se ne avete voglia, indicarci la VOSTRA copertina preferita, non presente tra quelle indicate. Aspettiamo con ansia le vostre risposte, bookcrettiani!


Grazie,
Bookcret!

Recensione: Delirium di Lauren Oliven


Carissimi lettori di Bookcret,
quest'oggi vorrei creare una recensione del libro letto insieme per il "club del libro", attenendomi a tutti i commenti fatti dai partecipanti. In modo tale che un nuovo lettore, volendo leggere  il romanzo, abbia già delle indicazioni e dei pareri.






Titolo: Delirium
Autore: Lauren Oliver
Editore: Piemme
Traduzione di: Flore F.
Pagine: 383
pdf: Bookcret possiede il pdf del libro
Recensione eseguita da: Vedere fondo pagina












Trama:
Nel futuro in cui vive Lena, l’amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un’operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l’ora di essere “curata”, smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all’operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari a Lena capita l’impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l’importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita.


Recensione:
Il libro racconta una storia appassionante, coinvolgente e romantica nonostante l'amore sia considerato una malattia anzi, la madre di tutte le malattie.
Lena, Hana, Alex, Grace... ti rimangono tutti nel cuore, mentre leggi sembrano prendere vita nella tua mente, tutti hanno un ruolo importante nel racconto. [1]
Ho amato in particolare la determinazione di Lena ad affrontare il tabù più grande della sua vita, l'amore, che era la regola più grande che non bisognava infrangere. Ci vuole coraggio insomma, ad affrontare questo.
Alex, un eroe. Affronta il suo destino con gioia, pur di salvare la ragazza che ama. Lei è più importante di tutto.
Mi è piaciuto il fatto che dopotutto le leggi erano basate sulle bugie. Questo è ovunque, è una legge universale. Lo vediamo in Italia e nel mondo, nella politica e in ogni cosa. Il potere rende folli. [2]
Trama davvero originale.. l'unica cosa che mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca è sicuramente la fine, avrei preferito, forse, un lieto fine... [3] avevo voglia di scagliare il libro contro il muro ma non ne avevo il coraggio perchè mi era piaciuto davvero tantissimo e non volevo rovinarlo [4].
Il libro lo consiglio perchè è una storia a cui ci sia appassiona e la si fa propria [1].
Di sicuro leggerò il seguito di questa storia dove l' amore non si sa neanche cos'è e si impara a scoprirlo pian piano. Libro diverso dal solito genere vampiri e sinceramente mi ha tenuta incollata parecchio alle pagine finche nn l'ho finito quindi lo consiglierei a tutti. [5]

Il seguito intitolato Pandemonium dovrebbe uscire in Italia nel 2013. Quindi cari amanti della saga, purtroppo, ci tocca aspettare ancora un pò. Il libro è piaciuto a tutti i partecipanti del "Club del Libro" che ne hanno dato un'immagine bellissima, tutti loro consiglierebbero il libro a un amico, a un parente ecc. Io non mi sono ancora sbilanciata nel dare un giudizio comunque il libro ha un linguaggio semplice e facilita la lettura, lo spunto del libro è molto originale, ma il finale mi ha alquanto deluso essendo un amante del "vissero felici e contenti" come nelle fiabe.
Ilaria :-)


L' amore, la più mortale tra le cose mortali: ti uccide sia quando ce l'hai che quando non ce l'hai. Ma non è esattamente così. E' colui che condanna e il condannato; il giustiziere; la lama; la sospensione di pena all'ultimo momento; il respiro affannoso; il cielo infinito sopra di te e il " Grazie, grazie, grazie, Dio". L' amore: ti ucciderà e ti salverà.


[1] Valentina
[2] Lorenza Migliorini
[3] Alessandro Rossi
[4] Marta Mascia
[5] Ramona

martedì 25 settembre 2012

Typewriter #7: Itaila's Novel





Affezionati lettori di Bookcret,
continua la pubblicazione del libro intitolato: "Non c'è niente di cui aver paura, è solo amore".
Se desiderate leggere il:
I Capitolo, schiacciate QUI
II Capitolo, schiacciate QUI
III Capitolo, schiacciate QUI

Buona lettura a tutti/e


IV Capitolo

Erano le nove e dieci quando il professor Leanderson, l'odiato insegnante di svedese, entrò in classe.

"La davamo per disperso, signor Leandeson..."

cominciò a punzecchiarlo Emil, il più sfacciato della classe. "Come hai detto Sjöberg?"

Il vecchio aveva l'aria arrabbiata dalla mattina, si era svegliato male ed era pronto a sputare peste e corna contro i mondo, come ogni sacrosanta mattina.

"Andiamo signor Leanderson, era una battuta!"

Rickard intervenne a favore del compagno,ma poi si stoppò temendo di mandare tutta la classe da quel babbuino del preside.

"Non era una battuta divertente."

Il professore era proprio arrabbiato quel giorno, e come biasimarlo? Vivere da più di quarant' anni tutto solo in quell'enorme casa vuota in periferia, vicino a Göteborg, con il suo inseparabile cane Pontus.

"Ragazzi, oggi siete pregati di comprendermi, è morto il mio vecchio cane, tra poco avrebbe compiuto dodici anni e l'ho allevato fin da cucciolo, quindi è stato un brutto colpo per me e potete aiutarmi stando calmi ed ascoltando la lezione senza vernecchiare come ragazzine nei negozi, per favore."

Come non detto, senza Pontus.

"Ho bisogno di firmare dei documenti, intanto voi fate gli esercizi 23 e 24 a pagina 225, sul verbo 'lägga till', avete due coniugazoni, dovete scegliere quella giusta e coniugarla al riflessivo. Non è difficile, quindi se non sapete farlo o avete qualche dubbio...tenetevelo per voi."

Ecco il suo umorismo fantastico. E il bello è che lui crede per davvero che gli altri lo trovino divertente! O forse è solo autocommiserazione. L'insegnante uscì con un aria che era un misto tra sofferenza, solitudine, sfacciataggine e rassegnazione. Quasi nessuno dei ragazzi fece caso al suo volto triste, e chi ci fece caso provò solo solievo, quel vecchio allocco che punisce i ragazzi deve soffrire!

"Perchè non se lo mangia il cadavere del suo cane pulcioso, signor Leanderson?? "

Sven-Åke, quello bocciato due volte in svedese, non perse l'occasione per sbeffeggiarlo, appena fu sicuro che l'uomo si fosse allontanato abbastanza da non sentirlo.

"Lukas..."

Andrès doveva parlargli, e l'unico modo era sedersi accanto a lui, nel banco in fondo, accanto a termosifone.

"Lukas!"

Ma a che pensava di tanto importante da non riuscire a sentirlo?

"Lukas, ti chiama Andrès, rispondigli e non farmelo più sentir borbottare!"

Seth, il compagno di banco di Andrès, non aveva paura di alzare la voce più del consentito, perchè tanto aveva voti da far schifo in tutte le materie e non aveva niente da rimetterci. Lukas scostò veloce lo sguardo da Seth, a suo parere antipatico come la morte, per spostarlo in direzione di Andrès.

"Chiedi al professore di metterti accanto a me? Ti devo parlare..."

Lukas avrebbe voluto, avrebbe voluto tantissimo, ma per non far notare il rossore sulle guance venutosi a creare dopo che il compagno gli aveva rivolto la parola, cambiò discorso

"Ma oggi è furioso, non ne vale la pena perchè tanto dice di no...gli è morto pure il cane...non me lo puoi dire all'intervallo?"

Andrès notò subito il cambiamento nel volto di Lukas. Un po' lo sapeva di piacergli, lo aveva intuito da diverse piccole cose, quasi impercettibili, ma chiare. Solo che sapeva bene che Lukas interessava a tante ragazze e non voleva illudersi del fatto che a lui potessero interessare i maschi. In fondo ci sperava però. Andrès aveva preso varie cotte, una in particolare per una ragazza brasiliana di un anno più grande di lui. Durò abbastanza, ma lei aveva già un fidanzato e poi il trasferimento in Svezia di lui avrebbe rovinato tutto, così non si fidanzarono mai. Andrès una notte non era riuscito a dormire, e ,tramite una fitta rete di fili di pensieri, era arrivato a pensare a Lukas. Poteve essere che era interessato ai ragazzi? Magari no, ma se fosse stato così,sarebbe stato bello. Ad Andrès piacevano le ragazze, e si trovò un po' spaventato da quel pensiero. Riuscì ad essere sincero con se stesso fino ad ammettere che aveva preso una sbandata per Lukas. Ma non lo disse mai a nessuno, e non intendeva farlo.

"Andrès?"
destato dai suoi pensieri, il ragazzo alzò la testa. "Si...si, te lo dico all'intervallo." Non era quello che voleva, ma fu tutto ciò che riuscì a dire. Lukas intanto era divenuto ancora più rosso in volto, sarebbe stato un dramma se qualcuno se ne fosse accorto...cercò disperatamente qualcosa a cui rivolgere la sua attenzione per far sbollentare il viso. Si girò verso la finestra alla sua destra... trovato! "Nevica!" disse, e fu come se avesse spinto un pulsante di autoscatto per far saltare in piedi tutta la classe.

"Tutto questo è inammissibile! Vi chiedo un po' di comprensione e voi che fate? Uscite dalla classe senza il mio permesso per far sapere al resto dell' Istituto che nevica? Lo sapete che cosa ho deciso? Che da oggi non sarete più lasciati soli, perchè avete dimostrato di essere proprio immaturi! Io sono andato a fare il mio dovere, non il mio piacere!" Prevedibile. Il professor Leanderson era rientrato in classe pochi minuti dopo, aveva trovato tutti i ragazzi alzati ed alcuni non erano nemmeno in classe. Si era arrabbiato tantissimo. Sicuramente avrebbe fatto rapporto al preside. Il babbuino. Il preside era un ex insegnante di matematica e si chiamava Kaj Ek, ma gli studenti lo chiamavano babbuino perchè aveva le labbra carnose e sporgenti. Puniva severamente perchè nella vita era infelice, questo si capiva. Da quando sua moglie Una era morta, sei anni prima, lo aveva lasciato solo e senza prole, così, come molti degli insegnanti dell' Istituto Scientifico maschile Alfred Nobel , si sentiva realizzato essendo duro con i ragazzi. E cco perchè tutti temevano il sessantenne baffuto che sedeva dietro la scrivania in mogano. Ed ora la classe I° F era nei guai, sottoposta al suo giudizio. L'intervallo suonò e, stranamente, il professor Linderson non aveva costretto i ragazzi a stare seduti a "riflettere sul loro comportamento", some sovente usava fare dopo una marachella da parte dei suoi alunni, forse perchè quel giorno era troppo triste. Pian piano la classe si svuotò, gli studenti si riversarono nei corridoi dell' Alfred Nobel lasciando l'uomo a firmare le sue carte dietro la cattedra.

"Andrès! Grande, abbiamo praticamente saltato la lezione di svedese...puoi...puoi dirmi quello che vuoi adesso, ti ascolto."

Lukas vinse il batticuore e guardò negli occhi Andrès.

"Si, proprio forte...Lukas, mi tieni compagnia questo pomeriggio?" Il giovane brasiliano si infilò le mani nelle tasche profonde del giachino marrone. "Oh Andrès, mi piacerebbe ma non posso restare oggi, ho dimenticato il pranzo a casa, devo tornare." Andrès aveva le lacrime agli occhi, si vergognava, si vergognava terribilmente, ma doveva. "Lukas mi ospiterà per oggi, sono sicuro, lui è così buono e sua mamma è molto disponibile, è solo e soltanto per oggi, poi mi arrangerò." pensava.

"Andrès? Ti senti bene? Che cos'hai oggi, sei tanto strano...non vorrei che"

"Lukas," lo interruppe "Posso venire a pranzo a casa tua oggi?? E' solo per oggi, promesso, poi mi trovo qualcos'altro, io non ti voglio disturbare, nè te nè Laura, solo che davver non so dove andare, sono disperato e poi mi..."

"Che cosa?...'Ti' cosa?"

" Non mi ricordo come si dice in svedese. "

" Andrès, stai piangendo, vero?"

" Scusami, veramente. Ti voglio tanto bene."

L'abbraccio che seguì fu uno dei più teneri di tutta quell'amicizia.

" Uuuh, lo svedese più sfigato della storia si fa abbracciare dal sud americano da quattro soldi, perchè non ce l'hai detto prima che eri gay, Lukas?"

Lukas divenne viola in viso, tanta era la vergogna. Cosa avrebbe potuto rispondere? Quella era la verità.

"Dai Jhoan, si vede che non ce l'hai mai avuto un amico."

Rimandò Andrès, più colorito di Lukas, al compagno della II° C.

Allontanatosi Jhoan, i due tornarono, rossi in viso, al loro discorso, stando bene attenti a non incrociare l'uno lo sguado dell'altro.

" Io chiamo mia mamma, di sicuro potrà cucinare qualcosa anche per te."

"Sei gentilissimo Lukas, ti ringrazio con tutto il mio cuore. Ti prometto che è solo per oggi."

" Sai che a casa mia sei sempre il benvenuto."

Si scambiarono un sorriso timidissimo, poi Lukas accese il cellulare. Le parole che Andrès riuscì a sentire furono solo

"Ciao; si sono io; senti Andrès può mangiare a casa nostra? Sembra importante...non lo so, non mi sono permesso. Vabbè, si, le Kotbullar gli piacciono, Ciao mamma, è quasi finito l'intervallo."
Lukas era stato gentilisimo, ed ora si sentiva in debito con lui. Doveva dirgli il perchè di quella richiesta improvvisa d'aiuto, ma temeva che dopo tutto sarebbe cambiato.

giovedì 20 settembre 2012

Club del libro #2






Cari lettori di Bookcret, quello che i libri non dicono!
Eccoci qui con il secondo appuntamento del "Club del libro". Se siete nuovi e non avete letto il post di presentazione di questa fantastica iniziativa non vi rimane che cliccare QUI dove troverete la spiegazione dettagliata di questa rubrica. All'appuntamento precedente avete partecipato in molti e ne siamo state davvero tanto contente e allora abbiamo deciso di ripetere l'esperienza e proporvi la lettura di un altro libro. Il libro ha avuto molto successo e su yahoo vi sono moltissime richieste inerenti al romanzo, sto parlando di: "Ragazzo da parete" di Chbosky Stephen. Sarà davvero così bello come dicono? Non ci resta che leggerlo!

 Di seguito le informazioni utili.






Titolo: Ragazzo da parete
Autore: Chbosky Stephen
Editore: Frassinelli
Collana: Strade
Traduzione: Brovelli C.
Pagine: 271
Pdf: Bookcret possiede il pdf di questo libro.









Trama:
Tra un saggio scolastico su Kerouac, una canzone degli Smiths e una citazione del Rocky Horror Picture Show, scorrono i giorni di un adolescente per nulla ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un turbine di prime volte: la prima festa, la prima rissa, la prima cotta... e via salendo nella scala dell'adrenalina. E Charlie, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti. Peccato che il segreto più grande sia nascosto proprio dentro di lui...



Se il libro è di vostro gradimento e volete leggerlo solo per curiosità e per partecipare al secondo appuntamento del "Club del libro" scrivete in un commento qui sotto che desiderate partecipare all'iniziativa.




Bookcret possiede il pdf del libro, quindi per chi fosse interessato a partecipare, e si spera la maggior parte di voi, il libro è disponibile. Basta contattarci, come sempre, alla mail :
bookcret@gmail.com


Di solito l'iniziativa dura 3 settimane, ma essendo da poco iniziate le scuole che non permette ad alcuni di riuscir a leggere, abbiamo prolungato la durata a un mese a partire da oggi. Chi finisce il libro prima ce lo faccia sapere sempre alla mail scritta sopra. Di seguito, man mano che vi iscriverete, stileremo una lista dei partecipanti. Chi avesse già letto il libro può benissimo participare alla discussione che si terrà al termine del mese.


Vi aspettiamo e speriamo che il "Club del libro" ed il libro scelto siano di vostro gradimento.

Grazie,
Bookcret.


Lista dei partecipanti:
- Pamela
- Ilaria
- Morna
- Marta
- Lorenza
- Valentina
- Alice Ricci
- Daniela

mercoledì 19 settembre 2012

Bookcret ed il suo primo mesiversario!!






Ciao e buona sera a tutti cari lettori, scrittori e amici di Bookcret, quello che i libri non dicono. Oggi è un giorno veramente speciale per noi e speriamo che lo sia anche per voi! Il blog di Bookcret è nato il 19 agosto 2012 ed oggi, 19 settembre 2012, esso compie un mese di vita! Siamo veramente contente che il blog sia cresciuto così tanto in un solo mese e per voi, solamente per voi, abbiamo creato un cosa davvero speciale per dirvi grazie.

Mesiversario: clicca qui!


Speriamo che la presentazione vi piaccia e che soprattutto apprezziate il gesto. E' veramente un emozione forte essere con voi da solamente un mese, che può sembrare poco dal punto di vista di una speranza di lunga vita del blog, ma che può essere anche tanto. Grazie, grazie di cuore a tutti!



Buon primo mesiversario, Bookcret!

"In attesa di.."



Ciao a tutti cari lettori di Bookcret, quello che i libri non dicono.
L'idea di fare questo post mi è venuta di getto, leggendo alcuni commenti sotto le opinioni del Club del libro. Alcuni di noi leggono un libro, ma non sanno o non sono informati che c'è un seguito, che magari non è ancora uscito in Italia e quindi si perdono il gusto di continuare a leggere un meraviglioso libro del quale si erano innamorati. Ho chiamato questo post e i molti altri che faremo "In attesa di.." perchè dovremmo aspettare per leggerli. 

Per quel che riguarda il libro che vi presenterò oggi, è appunto il seguito del libro che abbiamo appena finito di leggere con il primo appuntamento del "Club del libro", cioè "Delirium" di Lauren Oliver. Sicuramente, tutti quelli che l'hanno trovato spettacolare aspetteranno un seguito e così è successo. Qui di seguito tutte le info necessarie:







Questa è la copertina del secondo libro della trilogia Delirium scritta dall'abilissima Lauren Oliver, che con il primo capitolo ci ha fatto sognare. Il titolo di questo secondo capitolo è "Pandemonium", un titolo che sicuramente mi ha attratto molto, come anche la copertina ed i suoi caldi colori autunnali. 










Trama tradotta da me:

Spingo da parte la memoria sul mio incubo,
spingo da parte i pensieri su Alex,
spingo da parte tutto ciò che riguarda Hana e la mia vecchia scuola,
spingo,
spingo,
spingo,
come Raven mi ha insegnato a fare.
La mia vecchia vita è morta,
ma è morta anche la vecchia Lena.
L'ho sepolta.
L'ho lasciata al di là di un recinto, 
dietro un muro di fuoco e fiamme.


Purtroppo per l'uscita bisogna aspettare un po' di tempo, dicono intorno a febbraio/marzo 2013. Ma "in attesa di.. PANDEMONIUM" c'è un'altra novità. Un breve racconto che fa da intermediario tra i due libri, il quale titolo originale è "Hana" tradotto in italiano "Il veleno sulle labbra". Di seguito la copertina e le varie info.





"Hana" o meglio ancora "Il veleno sulle labbra" è un racconto in ebook scritto dall'autrice Lauren Oliver. Questa storia fa da intermediario tra Delirium e Pandemonium. Ma perchè il titolo è Hana e non Lena? Proprio perchè la storia è raccontata dal punto di vista della migliore amica della protagonista, Hana, che ci racconterà la verità secondo il suo punto di vista.  



Trama:

L’estate in cui pensavano di essere curate dall’abilità di amare, Lena e Hana – migliori amiche da sempre – cominciano ad allontanarsi. Mentre Lena è spaventata dalla musica e dalle feste con i ragazzi, Hana sperimenta il fascino del proibito. Per lei, l’estate è tempo di musica, ballo, tabù – e anche del suo primo, vero bacio. Ma, all’apparenza, Hana segue un comportamento esemplare. Conosce il suo promesso, Fred Hargrove, e immagina la vita confortevole e sicura che avrà dopo averlo sposato. Quando il momento della cura diventa sempre più vicino, Hana sente disperatamente la mancanza di Lena e si domanda come sia veramente amare qualcuno, spaventata e al contempo affascinata dal pericolo di innamorarsi. In questo racconto digitale, che affascinerà i fan di Delirium e che darà il benvenuto ai ragazzi che, per la prima volta, si avventurano in questo mondo distopico, i lettori vedranno alcune scene del primo romanzo della triologia filtrate dagli occhi di Hana. Una voce tutta nuova, che racconta il tumulto e il cambiamento di un’estate diversa dalle altre, capace di toccare nel profondo e di stupire con rivelazioni inedite.




E, notizia molto molto positiva, l'uscita dell'ebook di questo racconto è prevista per il 20 settembre! Quindi, cari lettori, se non avete voglia di aspettare per Pandemonium e la voglia è forte, leggete questa breve storia e sono convinta che vi piacerà! 


Il terzo capitolo di questa trilogia, invece, è intitolato "Requiem" e la sua uscita è prevista, in America, per febbraio 2013. Si, ci toccherà aspettare ancora un po'!

Beh, spero che vi sia piaciuta questa specie di nuova rubrica (fatemelo sapere con un commento qui sotto), anche se propriamente non lo è e vi auguro, come sempre, una buona lettura!

Grazie, 
Bookcret!

martedì 18 settembre 2012

Club del libro #1: Opinioni





Amatissimi lettori di Bookcret,
benvenuti al primo appuntamento del "Club del libro". Come avevamo previsto, la data di scadenza della lettura era oggi, 18 settembre, e quindi proprio oggi pubblichiamo il post dove, nei commenti, potremo scambiarci opinioni, positive o negative che siano. Per chi non avesse ancora finito di leggere il libro, non importa, potrà commentare il post in seguito! Il libro che aveva scelto era: "Delirium" di Lauren Oliver.






Trama:
Nel futuro in cui vive Lena, l’amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un’operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l’ora di essere “curata”, smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all’operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari a Lena capita l’impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l’importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita.




Noi di Bookcret vi lasciamo qui di seguito alcune domande guida per dare il vostro parere sul libro, ma non siete obbligati a rispondere ad essere per scrivere la vostra "mini recensione". Vi lasciamo in tutta libertà confrontarvi con gli altri vostri amici lettori, ma speriamo che i vari commenti non sfocino in una  litigata, quindi vi preghiamo di tenere un linguaggio adeguato, anche se siamo convinte che lo farete. Qui di seguito le domande, non obbligatorie:

Come avete trovato il libro?
Quali sono gli aspetti che più vi sono piaciuti e quali meno?
I personaggi come li avete trovati?
Consigliereste il libro a un amico?

Grazie in anticipo a tutti per le vostre "mini recensioni". Non vediamo l'ora di ascoltare la vostra e di dirvi la nostra! Commenteremo anche noi nei commenti qui di seguito. Qui sotto scriviamo i nomi dei partecipanti alla lettura del primo appuntamento con il club del libro. 

Partecipanti:
- Pamela
- Ilaria
- Marta M.
- Giulia L.
- Sara C.
- Valentina P.
- Alessandro R.
- Federica
- Sabrina
- Ramona
- Ilenia Guarino
- Lorenza
- Laura P.


Ultima cosa, ci farebbe piacere se nei commenti, insieme al vostro parere, scriviate un titolo di un libro che vi piacerebbe fosse letto nel prossimo appuntamento del "Club del libro". 

Grazie,
Bookcret

venerdì 14 settembre 2012

Novità e assenze!



Ciao a tutti cari lettori di Bookcret, quello che i libri non dicono.
Come potete vedere dal titolo del post, questo è un off topic, quindi non riguardante l'argomento "libri" ma le novità e soprattutto le assenze. Allora, come saprete già oggi è venerdì e si sarebbe dovuto tenere il quarto appuntamento con la rubrica settimanale "Dimmi cosa leggi". Purtroppo, a causa di alcuni problemi, non siamo riuscite a postarla oggi, ma di sicuro domani la troverete lì pronta per voi. Come saprete, il 12 settembre o per qualcun altro un altro giorno, è cominciata la scuola. Noi ragazze, Pamela e Ilaria, quest'anno abbiamo cominciato quinta superiore, che è l'anno, credo, tra i più complicati. Tra una cosa e l'altra, parlo per me almeno (Pamela), è stato un po' difficile seguire il blog in questi ultimi giorni poichè mi sono dovuta preparare all'avvenire del primo giorno e soprattutto fare anche i miliardi di compiti che già ci hanno assegnato. Quindi, mi scuso con voi se avete visto, in questi giorni, il blog un po' moscio o un po' spento. Posso assicurarvi che tornerà in forma, già da domani!!

Altra novità: Bookcret, il 19 settembre festeggia un mese di apertura, quindi il suo primo MESIVERSARIO! Siamo veramente contente di aver raggiunto il traguardo di 54 lettori fissi, quindi ringraziamo con tutto il cuore voi che ci seguite e che ci aiutate a migliorare giorno dopo giorno, crescendo insieme a noi. Sappiamo che il blog esiste da poco, ma ne passeremo tante insieme! Se avete comunque delle idee o dei consigli, ci piacerebbe che ci contattasse sulla mail bookcret@gmail.com. GRAZIE VERAMENTE A TUTTI!

Data da ricordare: Il "Club del libro", per chi avesse aderito, scadrà il 18 settembre, tra 4 giorni, data in cui creeremo un post in cui confrontarci le idee e le opinioni sul libro che abbiamo scelto per voi. Anche per questo vi chiediamo di consigliarci il prossimo libro da leggere e, ricordiamo inoltre ai futuri partecipanti che riceveranno il pdf del libro da leggere, quindi non dovrete recuperarvelo voi. Vi aspettiamo il 18, quindi!!

Spero di aver detto tutto, cari amici! Se avete delle novità, dei siti da farci vedere, dei consigli sul blog o qualsiasi altra cosa da dirci basterà contattarci sulla mail scritta sopra in grassetto. Rendeteci partecipi delle vostre scoperte "libresche" o altri argomenti per voi interessanti! 

Grazie, 
Bookcret.

mercoledì 12 settembre 2012

Innamorati delle copertine #4






Salve a tutti cari lettori di Bookcret.
Oggi vi do il benvenuto al quarto appuntamento con la rubrica della settimana "Innamorati delle copertine". Sono contenta di annunciare che la scorsa settimana, come quella prima, l'iniziativa ha avuto un buon successo e così io e Ilaria abbiamo deciso di portarla avanti, ovviamente con il vostro delizioso aiuto. Ora, andiamo a vedere quali copertine erano in lista mercoledì scorso:



2. Anna vestita di sangue
1. Ho cercato il tuo nome










4. Evereat

3. The good Father











Grazie alle vostre votazione e alla vostra classifica di votazione siamo riuscite a decretare le copertine vincenti della settimana.


Siamo liete di annunciarvi che le copertine vincenti sono:





 Evereat



 Anna vestita di sangue




Grazie mille a tutti coloro che hanno votato e fatto la classifica di gradimento e grazie mille anche a chi ha postato le sue copertine preferite. Ma ora veniamo alla classifica di questa settimana e state pronti a votare:

1. Degrees of Wrong
(amante della copertina: Pamela)
 
 
2. New Girl
(amante della copertina: Pamela)

3. Someone Else's Life
(amante della copertina: Ilaria)
 
 
4. The Treachery of Beautiful Things
(amante della copertina: Ilaria)


Cari lettori, ora non vi resta altro che stilare la vostra classifica di gradimento della settimana e, se ne avete voglia, indicarci la VOSTRA copertina preferita, non presente tra quelle indicate. Aspettiamo con ansia le vostre risposte, bookcrettiani!


Grazie,
Bookcret.

Typewriter #6: Italia's Novel





Affezionati lettori di Bookcret,
continua la pubblicazione del libro intitolato: "Non c'è niente di cui aver paura, è solo amore". 
Se desiderate leggere il:
I Capitolo, schiacciate QUI
II Capitolo, schiacciate QUI

Buona lettura a tutti/e


III Capitolo

Lukas entrò sul bus 'Stoccolma est-Centro città' sfregando le suole delle scarpe da tennis nere e viola sulla pavimentazione di plastica senza alzare troppo le ginocchia, proprio come sua madre gli ripeteva sempre di non fare, fregandosene altamente del galateo e delle suole che poi si rovinavano, perché tanto lei non c'era.

"Maledizione"

pensò in silenzio una volta arrivato al primo posto libero

"Come al solito è tardi e ho dimenticato il pranzo! Ma come sei sveglio Lukas, eh? E adesso? Niente pranzo, non ho nemmeno una Corona."

In effetti era vero, niente soldi, niente di niente. Sperò almeno che qualche suo compagno, magari il vicino di banco John avesse qualcosa da fargli assaggiare, almeno per arrivare alle due senza crampi allo stomaco. Un flash back attraversò la mente del ragazzo; la sua memoria lo riportò, suo malgrado, a tre anni prima quando lui aveva quasi 11 anni, ma di mangiare non ne voleva proprio sapere, mai. I suoi genitori erano ancora sposati a quel tempo, ma non erano felici, anzi, erano più infelici che mai. Suo padre lo picchiava per ogni minima cosa, e sua madre non aveva un briciolo di forza per denunciarlo, temeva per lei e per Lukas, così tutto qullo che poteva fare era mettersi in mezzo, per tentare di evitare che Aken gli gonfiasse il viso e i polpacci, ma tutto quello che otteneva erano botte anche su di lei. Lukas aveva tentato in tutti i modi di allontanare il padre da casa, ma poi aveva erroneamente creduto che quello fuori posto non fosse il padre, ma lui. Provò in tutti i modi a non pesare sui genitori, ma niente, niente di niente era abbastanza, così pensò di riuscire a sparire, e se non poteva pesare poco umanamente parlando, poteva pesare poco materialmente parlando. Per i primi tempi fu semplice, quando era a scuola diceva di aver mangiato a casa e quando era a casa diceva di aver mangiato a scuola. Questa scusa però non durò abbastanza, sua madre si accorse che era dimagrito troppo e lo aveva portato dal pediatra, ma non era leggero come voleva lui. Voleva essere tanto leggero da non piegare il materasso sotto il suo peso, ma era inutile; ci provava e riprovava tutte le sere, andava su e giù per il letto della sua cameretta e si fissava i piedi. Il materasso si piegava sempre un po', e questo era insopportabile,esattamente com'era insopportabile il pediatra che lo aveva sottoposto a quella stupida dieta ingrassante. Doveva esserci un modo, ne era sicuro. Lo trovò due settimane dopo l'inizio della dieta, quando ormai aveva già riassimilato un chilo. Il modo era semplice, lo aveva letto una volta a scuola su una lettura che riguardava i disturbi alimentari. La gente affetta da questo genere di malattia mangia e subito dopo vomita, così che il nutrimento non ha il tempo di entrare in circolo nell'organismo.

"Lo posso fare anch'io"

queste parole pronunciate a voce alta in un giorno di Novembre, inginocchiato davanti al WC di casa sua gli avevano rovinato l'infanzia. Bulimia nervosa, prima questo termine neanche lo conosceva, e la sua vita era migliore. L'unica cosa che aveva ottenuto era che suo padre era andato completamente fuori di testa e un giorno lo aveva quasi ammazzato con un bicchiere da vino, così i suoi si erano separati. Questa era una cosa buona, ma Lukas si odiava quando pensava che molto ma molto probabilmente sarebbe successo anche senza il calvario e le sofferenze che aveva portato a tutti quelli che lo amavano ed al suo povero stomaco. Lukas si alzò dal sedile foderato di blu con uno scatto, e si accose troppo tardi che era sembrato un pazzo egli altri passeggeri, così si guardò in torno e cercò, cercò un pretesto per poter dire

"Non sono pazzo, tantomeno stavo pensando alla mia malattia, l'ho fatto perchè c'era un motivo"
la prima occasione gli si presentò un paio di secondi dopo, quando vide una donna sulla trentina, con una treccia nera ed un pancione enorme impacchettato in una maglia bianca con un fiocco turchese ricamento sopra. La fissò, e, con un sorriso più forzato che mai, le fece cenno che le stava cedendo il posto. La donna ringraziò calorosamente con un accento espanico, ma non face attempo a finire la frase che Lukas non c'era già più, era corso al secondo piano del bus e aveva chiesto un compasso a Connie, il ragazzo della sesta D dell'Istituto Letterario. "Non ho finito i compiti di geometria"

era stata la scusa banale. Appena il ragazzo gli porse l'oggetto, Lukas si difilò nella toilette di servizio, una di quelle che stanno nelle rulotte. Non riusciva ad aprire la confezione di platstica dove era riposto con cura il compasso e quando finalmente ci riuscì lo girò tra le dita, con le mani che gli tremavano, afferrò con impazienza la punta in ferro dell'arnese argentato e se la conficcò nell'indice della mano sinistra. Così si sentì vivo. Sentì il dolore e pensò che era guarito, che era tutto apposto. Poi ripensò a quello che faceva dopo ogni lezione di storia, si odiò e spinse la punta ancora un po' più a fondo.

Lukas estrasse la punta accuminata del compasso dal dito trattenendo un gemito di dolore. Osservò con soddisfazione la perla di sangue posata aggraziatamente sul dito indice. Afferrò il rotolo di carta appoggiato sul lavandino a riserva ormai quasi vuota e ne staccò due pezzi, uno per il suo dito e l'altro per il compasso di Connie. Non doveva assolutamente notare il sangue, non doveva restare niente, non un leggerissimo segno, niente. Ripose con cura il compasso nella custodia in plastica trasparente e lo riportò al compagno, facendo molta attenzione a non destare sospetti.

"Emh...grazie. Ma tu ti sei...insomma, ti sei fatto male?" chiese Connie fissandolo.

"...No, assolutamente no, perchè me lo chiedi?" Lukas non si aspettava quella domanda, lo aveva preso in contropiede...Eppure aveva pulito tutto perfettamente...Arrivato alla sua fermata abbassò il viso per afferrare la cerniera del giaccone, e capì. Una macchia di sangue imbrattava la divisa bianca e blu della scuola, e come se non bastasse la chiazza rossa era proprio sulla scritta 'Alfred Nobel'...Se ne stava lì, tanto irritante quanto viva a sbeffeggiarlo, a prendersi gioco di lui perchè non era nemmeno capace di farsi del male come si deve. Si abbottonò la pesante giacca nera fino al collo, così nessuno poteva vedere quanto era imbranato, almeno per un po', fino all'arivo a scuola. Appena mise piede nell'enorme giardino, non perse tempo, non si fermò come tutti i giorni a chiacchierare con i ragazzi dell' Istituto Letterario o con i suoi compagni di classe, si difilò immediatamente nel primo bagno disponibile, sempre quello con la scritta "Cesso" al posto di "Toilette", tanto lontano dal primo piano che se ti scappa la pipì muori sulle scale prima di arrivarci. Prese il lembo della camicia e lo sfregò con la mano, che intanto passava continuamente sotto l'acqua fredda. "Dài, dài...ma si può sapere che cosa ho fatto io nella vita? Non me ne va giusta una! Se mi vede il professore di svedese mi ammazza per aver sporcato la divisa...e a mamma che racconto? Perchè è sporca di sangue? Mi sono punto...Involontariamente mi sono fatto male con qualcosa. Ecco."

Mentre pensava ad una scusa ragionevole si accorse che poteva andare, la macchia eta talmente sbiadita da non vedersi quasi. Entrato in classe si sistemò sul banco, tra i saluti e le pacche dei compagni già arrivati. Più che sistemarsi lanciò lo zaino azzurro sul banco e se ne andò in corridoio, uno dei tanti corridoi che serpaggiavano lungo l'edificio, per mischiarsi con i compagni. Lo cercò con lo sguardo, una testa mora fra tante teste bionde e castano chiaro. Lo vide vicino alla porta di ingresso, il cuore gli batteva velocissimo, come ogni mattina.

"Andrès" lo chiamò, e questo si girò con il solito sguardo gioioso. Sembrava che non avesse mai problemi quel ragazzo, invece ne aveva, e molti, come avrebbe scoperto in seguito.

"Hei! Lukas! ¿Cómo está usted?"
"Estoy bien, muchas gracias!" I due ragazzi risero. Andrès veniva dal Brasile, e Lukas aveva imparato quelle due frasi in spagolo, per sentirsi un po' più vicino a lui. Era completamente cotto, ogni volta che si sentiva triste pensava al suo viso scuro e si rallegrava, perchè ogni volta gli veniva in mente che, anche se in modo diverso, erano molto più scuri i visi della gente svedese. Tra i due c'era un feeling speciale, un' intesa rara da trovare tra due ragazzi di quell'età. Lukas ed Andrès non si vergognavano,non avevano paura di quello che avrebbero potuto pensare gli altri . Si rifugiavano l'uno tra le braccia dell'altro quando ne avevano bisogno, un po' come de fidanzatini, ma questo era molto diverso...Era più puro, vero e speciale




martedì 11 settembre 2012

Book review #2: Mille Splendidi Soli




Affezionati lettori di Bookcret, quello che i libri non dicono,la nuova rubrica chiamata "Book Review" che da la possibilità al primo che commentava il post di pubblicare a suo nome una recensione di un libro a sua scelta questa settimana viene vinta da Lorenza, che ci parlerà di un libro a lei molto caro: Mille splendidi soli di Khaled Hosseini.






 
 


Titolo: "Mille splendidi soli"
Titolo originale: "A thousand splendid suns"
Autrice: Khaled Hosseini
Editore: Piemme
Traduzione di: Isabella Vaj
Pagine: 429
Recensione eseguita da Lorenza

Pdf: Bookcret possiede il pdf del libro




Votazione 5/5

Trama:
Mariam è nata a Herat, in Afghanistan. Da piccola, il suo desiderio più grande era poter stare sempre con Jalil, suo padre, che la andava a trovare una volta alla settimana alla kolba. Perché Mariam vive isolata da tutti per nascondere la vergogna di essere una harami, una figlia illegittima. Una bastarda. Ma lei ancora non lo sapeva, il giorno in cui la sua ingenuità si è trasformata in tragedia.
Anche Laila è nata in Afghanistan, ma a Kabul, il giorno della Rivoluzione, la stessa che avrebbe strappato alla vita i suoi due fratelli, solo due anni più tardi, senza che lei li potesse quasi conoscere. Vivendo all'ombra dei fratelli, Laila non conosce l'affetto della madre. Il padre ha grandi progetti per lei, dovrà studiare. "Leggeremo un articolo che parla di te in prima pagina", diceva la sua amica Hasina. Ma così non è stato, perché la guerra ha cambiato tutto. Laila e Mariam si ritrovano a condividere lo stesso destino, difficile, ingiusto, brutale. L'unico modo che hanno per affrontarlo è il coraggio.
 
Recensione:
Quando era piccola, Mariam viveva con Nana nella minuscola casetta costruita dal padre in cima ad una collina, da cui si vede Herat. Anche se Nana le aveva spiegato che il padre era ricco e famoso e che nonostante questo le facesse vivere in una capanna per nascondere la vergogna, Mariam non le credeva. Amava Jalil, con i suoi vestiti eleganti, i gesti affettati, i regali e soprattutto le promesse che le faceva, di vivere insieme, un giorno. Di farle conoscere Herat, un giorno. Ma quel giorno non arrivava e lei era impaziente. Non voleva più vivere con la madre, una donna che considerava bugiarda e cattiva, perché diceva cose di Jalil sicuramente non vere. Non era possibile che il padre l'avesse ripudiata, né che non la considerasse al pari degli altri figli. No, lei era il suo gul, il fiorellino.
Quel giorno, Mariam scoprì che la vita non era affatto dorata come Jalil le raccontava. Sola, come se fosse un fagotto da scaricare da qualche parte, Mariam sposò Rashid, un uomo vedovo e rude. Ecco com'era cominciato il suo piccolo inferno personale.
Per Laila l'unica cosa importante è Tariq, quello che tutti chiamano Storpio, perché ha perso una gamba su una mina antiuomo. Eppure alla sera, quando Tariq le fa i segni luminosi con la torcia, Laila non è interessata a nient'altro. Preferisce passare i pomeriggi a casa di Tariq, perché invece a casa sua, la mamma si richiude in camera al buio, senza mangiare, come fosse morta. Sì perché i suoi figli sono andati in guerra a combattere la Jihad, e loro sono più importanti di Laila. Persino la loro ombra riesce a far dimenticare alla mamma di Laila di avere una figlia.
Poi le bombe cominciano a cadere. Americani e islamici si combattono senza sosta. Non si sa quale casa sarà la prossima ad essere colpita, quale famiglia sterminata. Così cominciano le fughe dall'Afghanistan, per arrivare in Pakistan e poi chissà, in cerca di pace. Mariam ha paura, ma nulla in confronto a Laila, perché Tariq è partito, per sempre, e lei non sa come giustificare la sua pancia gonfia. Quando la bomba esplode, e Rashid e Mariam la salvano, Laila ha un'unica soluzione: sposarlo. Rashid si stufa presto di Mariam e della sua malika, la sua regina, Laila. Il cibo scarseggia, i talebani picchiano, uccidono e impongono norme restrittive.
"Mille splendidi soli" è un libro spietato. Cattivo quasi, nel far affrontare al lettore la verità. Per quanto si possa amare il proprio paese, la propria cultura e le proprie origini, non si possono proprio amare le bombe, i fischi che portano morte da qualche parte, vicino a noi, la distruzione e i corpi straziati. 
Laila e Mariam, sono forti e sono legate da un'amicizia che va al di là di tutto. Di tutto. Solo questo Laila è sicura, ma Mariam no.


"Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri."

Ecco la mia citazione preferita del libro, in realtà una poesia scritta dal poeta Saib-Tabrizi, parlando di Kabul. E mi piace perché l'amore, per la patria, per la propria cultura e per i sentimenti tra le persone, sono più forti, nonostante tutto. E un giorno, quando non ci saranno più le guerre, si potrà veramente apprezzare ciò che abbiamo.





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Ringraziamo infinitamente Lorenza per aver partecipato al secondo appuntamento di Book Review e per averci inviato una così bella recensione. Mi soffermo solo per ricordarvi che se volete partecipare al terzo appuntamento ed inviarci una recensione per martedì prossimo non dovete fare altro che commentare per primi questo post e specificare che volete partecipare! Ma ricordatevi soprattutto di fare i complimenti alla nostra Lorenza!

Grazie,
Bookcret.

lunedì 10 settembre 2012

Recensione, Seta di Alessandro Baricco


Salve a tutti cari Bookcrettiani,
oggi vorrei parlarvi di un altro libro di Alessandro Baricco, Seta.
Da questo libro fu tratto un bellissimo film nel 2007. Risulta difficile scegliere quale dei due, o il libro o il film, sia il più bello. Intanto di seguito vi parlerò del libro, ma non posso fare a meno di consigliarvi anche il film.



Titolo: Seta
Autore: Alessandro Baricco
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale Economica
Pagine: 108
Recensione eseguita da Ilaria




Votazione 5/5









Trama:
Narra del giovane commerciante di bachi da seta Hervè Joncour che lascia il suo paese Lavilledieu, nel meridione della Francia e la moglie Helene, per recarsi ben quattro volte in Giappone. Siamo nella seconda metà dell’ottocento e all’epoca questo paese era davvero considerato la fine del mondo. Lo scopo quello di acquistare minuscole uova di bachi da seta in quanto gli allevamenti europei prima e quelli del vicino Oriente poi, sono stati attaccati dalle epidemie e le uova sono ormai diventate inutilizzabili. Nel remoto Giappone conosce il potente Hara Kei da cui acquista le uova. E’ l’uomo per cui tutti, in quel paese, esistevano ed Hervè rimane affascinato in maniera irresistibile dalla giovanissima donna sdraiata accanto a lui, immobile, la testa appoggiata sul suo grembo, gli occhi chiusi, le braccia nascoste sotto l’ampio vestito rosso che si allargava tutt’intorno, come una fiamma, sulla stuoia color cenere. Lui le passava lentamente una mano nei capelli: sembrava accarezzasse il manto di un animale prezioso, e addormentato. Lei non è orientale e sa parlare solo il giapponese, ma i due riescono a comunicare attraverso gli sguardi e il mistero che la avvolge in quel mondo lontano e a lui estraneo è magico e affascinante. La visione di quella donna diventa un sogno irrealizzabile; ogni viaggio lo lega sempre di più al paese del Sol Levante e ogni volta porta con sé piccoli particolari che come una calamita lo attraggono senza possibilità di sottrarsi. E’ la storia di un desiderio inappagato, di una illusione d’amore. Questa donna sconvolge la relazione coniugale di Hervè e il dolore lento della nostalgia per una vita che non potrà mai vivere trova ampio spazio nel suo cuore. Proprio questo sentimento porta un uomo come Hervè che ama assistere alla propria vita senza ambire a viverla davvero, ad affrontare situazioni pericolose, viaggi in luoghi improbabili e ancor più remoti.

Recensione:
Nel libro precedente dello stesso autore, Novecento, abbiamo viaggiato con il Virginian sulle note del più grande pianista mai esistito, ora siamo in Francia in un piccolo paesino chiamato Lavilledieu e pian piano il protagonista del racconto, Hervè, ci porterà fino in Giappone, un'isola fatta di isole, dall'altra parte del mondo alla ricerca di bachi da seta.
A differenza di molti,  ho apprezzato il libro e a distanza d'anni lo rileggo per vivere di nuovo stupende emozioni. Ogni pagina del libro è una poesia leggerissima che apre a noi lettori le anime dei protagonisi e delle loro vicende. Il racconto, davvero brevissimo, oltre a deliziare il lettore con l'originale storia, affronta tematiche importantissime per la vita dell'uomo. Il rimpianto, il rimorso, il dolore, il tradimento e l'insoddisfazione.
Hervè giunto in Giappone si innamora perdutamente di una donna, ma questo amore è destinato a durare e a vivere in eterno una sola notte. Tutto ciò che resta nella vita di Hervè è un ricordo, una notte di passione, una notte di tradimento, una notte di rimpianto per un amore perduto e di rimorso nei confronti di una moglie tanto devota. Una vita semplice, fatta di gesti e parole che si ripetono ogni giorno, un dolore acuto nell'anima per l'insoddisfazione di una vita che non si potrà mai vivere. Tutto questo dolore si radicò nell'anima di Hervè rendendolo truce e incapace di vivere a pieno una vita ormai divenuta estranea e vuota. Questo spingerà la moglie, Helene, a un atto estremo per riportare a galla l'uomo che Hervè fu un tempo, per farlo riemergere dalle proprie ceneri. Un atto dolce e al tempo stesso che distrugge. Pochè Helene sa che lei non potrà mai cancellare il ricordo dell'altra donna e l'inconsistenza della loro vita matrimoniale devastano e depredano il lettore più sensibile. Che non può fare a meno di ammirare e provare compassione per Helene, e non può fare a meno di condannare e perdonare Hervè. Poichè l'amore è un mistero, ti colpisce quando meno te lo aspetti e davanti ad esso no possiamo che arrenderci, vivendo intensamente le emozioni che ci trasmette anche se per una sola ed eterna notte.
Spero con tutto il cuore che questa mia breve recensione sia piaciuta agli amanti del libro e che ispiri tutti quelli che non l'anno ancora letto a leggerlo. Inoltre consiglio caldamente anche il film, diretto da uno straordinario registra e interpretato da attori bravissimi che sono riuscito a dare corpo a ogni personaggio del libro senza tralasciare nulla.


Ogni tanto nelle giornate di vento, scendeva fino al lago e passava ore a guardarlo, giacchè, disegnato sull'acqua, gli pareva di vedere l'inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita. Hervè Joncour