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giovedì 5 dicembre 2013

Innamorati delle copertine #4





Buon pomeriggio amici di Bookcret,
come va oggi? Spero vada tutto bene. Io sono a lavoro ma approfitto di un momento di pausa per pubblicare la mia rubrica della settimana preferita (che solitamente viene pubblicata di martedì). Prometto che slitterà di un giorno solamente più questa settimana causa tanti, troppi, impegni da reggere. Parlo della rubrica "Innamorati delle copertine" che è arrivata al suo quarto appuntamento. Prima di lasciarvi godere delle cover più belle della settimana, volevo ringraziare Denise del blog Reading is Believing per creato questa bellissima grafica per Bookcret! Se anche voi siete interessati ad avere una grafica personalizzata per il vostro blog, visitate il suo sito Daydream Design e non ve ne pentirete! Bando alle ciance e ciancio alle bande, riprendiamo con le nostre super cover! Buon pomeriggio e buona lettura, bookcrettiani!



» Copertine di libri già pubblicati «


Come parole nel vento - Diane Chamberlain
Miracolo in una notte d'inverno - Marko Leino

























» Copertine di libri pubblicati di recente «


La camera di sangue - Jane Nickerson
Ti ho incontrata in un sogno - Thierry Cohen

























» Copertine di libri non ancora pubblicati « (ma già usciti negli USA)


More than her - Jay McLean
Jenny Pox - JL Bryan




























Sperando che sia queste meravigliose copertina che la nuova grafica del blog vi piaccia, resto in attesa di tanti tanti vostri commenti, anche negativi! Voglio sapere, sono curiosa, molto curiosa. Amo il parere degli altri, ne sento proprio il bisogno! Beh, a questo punto, vi auguro una buona giornata, buon lavoro, ma soprattutto buona lettura.



Pamela di
Bookcret, quello che i libri non dicono.

sabato 9 novembre 2013

Saturday Finds #1


Buon pomeriggio, carissimi amici di Bookcret.
Oggi è un bel giorno per il nostro blog, perchè inauguriamo una nuova rubrica settimanale. Bookcret si sta riprendendo piano piano e giovedì, io e Ilaria, abbiamo stilato un programma da seguire molto attentamente, con le nostre pubblicazioni giornaliere. Per il sabato eravamo un po' indecise, ma dato che amo le rubriche per confrontarmi un po' con voi, ho deciso di aprire ufficialmente il... Saturday finds! Questa nostra nuova rubrica è un'idea del blog Should be reading e consiste nel condividere le nostre e le vostre scoperte libresche della settimana. Su Should be reading si tiene ogni venerdì, ma noi abbiamo deciso di pubblicarla il sabato, modificando anche il nome. La rubrica è molto semplice e per niente impegnativa, e speriamo che vi possa piacere. Quindi, diamo il via a questa nuova iniziativa, che per oggi terrò io con le mie nuove scoperte letterarie.



» I miei Saturday Finds «


Il primo libro di cui vi voglio parlare è "La casa tonda" di Louise Erdrich, pubblicato dalla Feltrinelli il 3 luglio 2013. So benissimo di essere in ritardo, ma la trama mi ha incuriosita e quindi l'ho dovuto aggiungere alla mia infinita lista di libri da leggere.


TRAMA


1988. La comunità di una riserva indiana nel North Dakota è scossa da un crimine di un'efferatezza inedita per quei luoghi. La moglie del giudice Coutts, Geraldine, che ha subìto l'aggressione, si è chiusa nel silenzio ed è caduta in una profonda depressione. Se è viva, lo deve alla propria presenza di spirito: ha approfittato di un momento di distrazione dell'assalitore ed è fuggita in automobile. Sembra che dopo averle usato violenza, l'uomo abbia tentato addirittura di bruciarla viva cospargendola di benzina. "Sembra", perché la faccenda presenta molti lati oscuri e perché la vittima si rifiuta di parlarne. Assistito dalle due polizie che operano all'interno della riserva, quella indiana e quella americana, Coutts inizia a indagare. Ma Coutts non è un giudice d'assalto, il suo lavoro si è sempre limitato a liti tra vicini, furtarelli, piccole truffe, ubriachezza, un po' di droga. Toccherà al figlio tredicenne Joe intervenire per cercare di far luce sul mistero.







Il secondo libro è stato pubblicato da Giunti il 26 giugno 2013. Anche per questo sono in ritardo pazzesco e mi perdo sempre le nuove uscite, ma recupererò molto presto. Di cosa sto parlando? Parlo di "Obsidian", primo romanzo della serie paranormal romance per Young Adult "Lux" di Jennifer L. Armentrout. 



TRAMA



E se l’amore viaggiasse alla velocità della luce?
Katy, una book blogger diciassettenne, si è appena trasferita in un paesino soporifero del West Virginia, rassegnandosi a una noiosa vita di provincia. Noiosa finché non incrocia gli occhi verdissimi e il fisico da urlo del suo giovane vicino di casa: Daemon Black è la quintessenza della perfezione. Poi quell'incredibile visione apre bocca: arrogante, insopportabile, testardo e antipatico. Fra i due è odio a prima vista. Ma un giorno Daemon salva Katy da un’inspiegabile aggressione, bloccando il tempo con... un flusso sprigionato dalle sue mani. Sì, il ragazzo della porta accanto è un alieno. Un alieno bellissimo invischiato in una faida galattica, e ora anche Katy, senza volerlo, c’è dentro fino al collo. L’unico modo per sopravvivere è stare incollata a Daemon. Sempre che lei non lo uccida prima...





***



E voi cosa ne pensate di queste mie saturday finds? Le trovate interessanti? Le aggiungerete alla vostra infinita lista di libri da leggere? E quali sono le vostre scoperte letterarie della settimana? 



Pamela di
Bookcret, quello che i libri non dicono

lunedì 10 settembre 2012

Recensione, Seta di Alessandro Baricco


Salve a tutti cari Bookcrettiani,
oggi vorrei parlarvi di un altro libro di Alessandro Baricco, Seta.
Da questo libro fu tratto un bellissimo film nel 2007. Risulta difficile scegliere quale dei due, o il libro o il film, sia il più bello. Intanto di seguito vi parlerò del libro, ma non posso fare a meno di consigliarvi anche il film.



Titolo: Seta
Autore: Alessandro Baricco
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale Economica
Pagine: 108
Recensione eseguita da Ilaria




Votazione 5/5









Trama:
Narra del giovane commerciante di bachi da seta Hervè Joncour che lascia il suo paese Lavilledieu, nel meridione della Francia e la moglie Helene, per recarsi ben quattro volte in Giappone. Siamo nella seconda metà dell’ottocento e all’epoca questo paese era davvero considerato la fine del mondo. Lo scopo quello di acquistare minuscole uova di bachi da seta in quanto gli allevamenti europei prima e quelli del vicino Oriente poi, sono stati attaccati dalle epidemie e le uova sono ormai diventate inutilizzabili. Nel remoto Giappone conosce il potente Hara Kei da cui acquista le uova. E’ l’uomo per cui tutti, in quel paese, esistevano ed Hervè rimane affascinato in maniera irresistibile dalla giovanissima donna sdraiata accanto a lui, immobile, la testa appoggiata sul suo grembo, gli occhi chiusi, le braccia nascoste sotto l’ampio vestito rosso che si allargava tutt’intorno, come una fiamma, sulla stuoia color cenere. Lui le passava lentamente una mano nei capelli: sembrava accarezzasse il manto di un animale prezioso, e addormentato. Lei non è orientale e sa parlare solo il giapponese, ma i due riescono a comunicare attraverso gli sguardi e il mistero che la avvolge in quel mondo lontano e a lui estraneo è magico e affascinante. La visione di quella donna diventa un sogno irrealizzabile; ogni viaggio lo lega sempre di più al paese del Sol Levante e ogni volta porta con sé piccoli particolari che come una calamita lo attraggono senza possibilità di sottrarsi. E’ la storia di un desiderio inappagato, di una illusione d’amore. Questa donna sconvolge la relazione coniugale di Hervè e il dolore lento della nostalgia per una vita che non potrà mai vivere trova ampio spazio nel suo cuore. Proprio questo sentimento porta un uomo come Hervè che ama assistere alla propria vita senza ambire a viverla davvero, ad affrontare situazioni pericolose, viaggi in luoghi improbabili e ancor più remoti.

Recensione:
Nel libro precedente dello stesso autore, Novecento, abbiamo viaggiato con il Virginian sulle note del più grande pianista mai esistito, ora siamo in Francia in un piccolo paesino chiamato Lavilledieu e pian piano il protagonista del racconto, Hervè, ci porterà fino in Giappone, un'isola fatta di isole, dall'altra parte del mondo alla ricerca di bachi da seta.
A differenza di molti,  ho apprezzato il libro e a distanza d'anni lo rileggo per vivere di nuovo stupende emozioni. Ogni pagina del libro è una poesia leggerissima che apre a noi lettori le anime dei protagonisi e delle loro vicende. Il racconto, davvero brevissimo, oltre a deliziare il lettore con l'originale storia, affronta tematiche importantissime per la vita dell'uomo. Il rimpianto, il rimorso, il dolore, il tradimento e l'insoddisfazione.
Hervè giunto in Giappone si innamora perdutamente di una donna, ma questo amore è destinato a durare e a vivere in eterno una sola notte. Tutto ciò che resta nella vita di Hervè è un ricordo, una notte di passione, una notte di tradimento, una notte di rimpianto per un amore perduto e di rimorso nei confronti di una moglie tanto devota. Una vita semplice, fatta di gesti e parole che si ripetono ogni giorno, un dolore acuto nell'anima per l'insoddisfazione di una vita che non si potrà mai vivere. Tutto questo dolore si radicò nell'anima di Hervè rendendolo truce e incapace di vivere a pieno una vita ormai divenuta estranea e vuota. Questo spingerà la moglie, Helene, a un atto estremo per riportare a galla l'uomo che Hervè fu un tempo, per farlo riemergere dalle proprie ceneri. Un atto dolce e al tempo stesso che distrugge. Pochè Helene sa che lei non potrà mai cancellare il ricordo dell'altra donna e l'inconsistenza della loro vita matrimoniale devastano e depredano il lettore più sensibile. Che non può fare a meno di ammirare e provare compassione per Helene, e non può fare a meno di condannare e perdonare Hervè. Poichè l'amore è un mistero, ti colpisce quando meno te lo aspetti e davanti ad esso no possiamo che arrenderci, vivendo intensamente le emozioni che ci trasmette anche se per una sola ed eterna notte.
Spero con tutto il cuore che questa mia breve recensione sia piaciuta agli amanti del libro e che ispiri tutti quelli che non l'anno ancora letto a leggerlo. Inoltre consiglio caldamente anche il film, diretto da uno straordinario registra e interpretato da attori bravissimi che sono riuscito a dare corpo a ogni personaggio del libro senza tralasciare nulla.


Ogni tanto nelle giornate di vento, scendeva fino al lago e passava ore a guardarlo, giacchè, disegnato sull'acqua, gli pareva di vedere l'inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita. Hervè Joncour

sabato 8 settembre 2012

Recensione, Novecento di Alessandro Baricco



Carissimi lettori di Bookcret, quello che i libri non dicono,
oggi vorrei condividere con voi un libro a me particolarmente caro e non saprei nemmeno spiegarvi perchè. In fondo le cose più semplici sono le più difficile da definire. Il libro è un monologo teatrale davvero molto breve, lo si legge in un ora circa e in quell'oretta a me ha trasmesso moltissimo. Il libro di cui vi parlerò si intitola, Novecento di Alessandro Baricco.







Titolo: Novecento
Autore: Alessandro Baricco
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 62
Recensione eseguita da Ilaria
 











Trama:
Il libro racchiude la storia, raccontata dall'amico suonatore di tromba, sotto forma di monologo, di Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento, pianista sul transatlantico Virginian. Abbandonato sulla nave da emigranti, viene allevato da uno dei componenti dell'orchestra. I suoi elementi naturali divengono il transatlantico, il mare e la musica. Non è mai sceso a terra e vive ed esiste solo sul Virginian dove presto diventa un pianista di successo. Anche se non ha mai visto che mare e porti, viaggia moltissimo, con la fantasia, carpendo le notizie dai passeggeri che incontra. A 32 anni decide di scendere a terra, ma all'ultimo momento Novecento ci ripensa e corre a rifugiarsi nuovamente nell'antro della nave.




Recensione:
Questo risultò essere il primo libro che lessi di Alessandro Baricco, da quel giorno, sono passati quattro anni, e continuo a leggere i suoi racconti che mi fanno viaggiare con la mente, emozionare,  scorrere i brividi sulla pelle e a volte anche commuovere. Come in questo caso. La storia di questo pianista mi ha incantato fin da subito, una nascita e un triste abbandono, un talento invidiabile, una classica pura, ingenua curiosità e meraviglia nello scoprire, nel giocare con i tasti del pianoforte e nell'essere sempre fini a se stessi. Sì, perchè Novecento diventò pianista e come tale morì. Delle volte di notte mi sembra di sentirlo suonare con i suoi due bracci destri e in quell'istante mi rendo conto che Danny Boodman T.D LEmon Novecento fu esistito davvero e continuerà ad esistere nelle mia mente e in quella degli altri suo sostenitori. Il più grande pianista mai esistito! Alessandro Baricco con la sua eleganza formale con un linguaggio poetico e al tempo stesso asciutto ci narra la vita di quest'uomo tremendamente infelice e solo. E leggendo il libro e cercando di interpretarlo ci si rende conto che Baricco, sotto forma di metafora ci lancia un messaggio molto profondo: "Non dovete aver paura, buttatevi nella vita". Ciò che Novecento non riuscì a fare. Spaventato dalla grandezza del mondo, dalle infinte strade e dall'infinito in generale decise di tornale nel bozzolo protettivo che è fu la sua casa, il suo nascondiglio e il suo mondo per trentadue anni, il Virginian. Questo breve racconto, che si legge in meno di un'ora, oltre a lanciare un grandissimo messaggio, soprattutto ai giovani, invita a riflette sull'enormità e infinità del mondo. Possiamo vedere attraverso gli occhi di Novecento il nostro mondo che per noi pare sempre lo stesso poichè ce ne siamo abituati. Non risentiamo della rotazione terrestre, dell'infinito, dell'ignoto che ci circonda e la difficoltà di trovare la propria via, il proprio posto in un mondo nel quale appariamo piccoli esserini insignificanti. Per Novecento, nato, cresciuto e infine morto sul Virginian tutto questo deve essere sembrato mostruoso e irraggiungibile. Non gli faccio una colpa per essere stato vigliacco nell'affrontare l'ignoto che rappresentava la terra, a volte la vita ci mette davanti a un bivio e ognuno di noi sceglie la propria via,  la salvezza. Questo libro e il più grande pianista mai esistito al mondo resteranno per sempre nel mio cuore. E nei momenti difficile della mia vita lo rileggerò, per aiutarmi ad affrontare i problemi e a non aver paura.


"Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò".   Novecento