lunedì 18 novembre 2013

Recensione: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon


Carissimi lettori di Bookcret,
buon pomeriggio! Come state? Passato bene il fine settimana? Io sì, sono uscita con le amiche e ho avuto tantissimo tempo per leggere e finire Il lago dei desideri di Susan Elizabeth Phillips ma, prima di parlarvi di questo romanzo vorrei proporvi la mia recensione di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon. Avverto anticipatamente tutti gli amanti del libro che sicuramente la mia recensione non vi piacerà né il mio scarso voto assegnato al romanzo.






Titolo: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
Autore: Mark Haddon
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Traduttore: Novarese P.
N. pagine: 247
Recensione eseguita da Ilaria







Trama:
Christopher è un quindicenne colpito dal morbo di Asperger, una forma di autismo. Ha una mente straordinariamente allenata alla matematica ma assolutamente non avvezza ai rapporti umani: odia il giallo, il marrone e l'essere sfiorato. Ama gli schemi, gli elenchi e la deduzione logica. Non è mai andato più in là del negozio dietro l'angolo, ma quando scopre il cane della vicina trafitto da un forcone capisce di trovarsi di fronte a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere. Inizia così a indagare...


Recensione:

Sono la mezzanotte e sette minuti quando Christopher John Francis Boone trova il cane della sua vicina, Wellington, steso a terra ormai morto. Trafitto da un forcone. Inizia così l'avventura di Chris allo ricerca del responsabile. E come ogni investigatore professionale e attento annoterà ogni passo, ogni indizio e informazione utile alla sua ricerca in un libro. Il lettore attraverso il racconto ideato da Christopher scoprirà insieme allo stesso protagonista fatti e realtà estranei che nessuno si aspetterebbe.

Christopher ha quindici anni ed è affetto da Asperger, una forma di autismo, come riporta la trama del romanzo. Chris non ama essere toccato, odia il giallo e il marrone, geme, non mangia se i cibi vengono a contatto l'uno con l'altro, non sorride, non capisce le emozioni delle persone e detesta quando qualcuno sposta i mobili della sua casa. È un bambino attento e rigoroso, ama gli orari perché così sa quando sta per accadere una determinata cosa. Infatti, pianifica la sua tabella di marcia dell'intera giornata. Odia stare vicino alla gente e trovarsi in spazi troppo affollati e trafficati, il suo umore giornaliero viene determinato da passaggio consecutivo di cinque macchine rosse o cinque macchine gialle. Cinque macchine rosse: la giornata sarà straordinariamente bella, gialle sarà una giornata nera. Un giornata in cui Chris non mangerà nulla e non parlerà con nessuno.

I suoi genitori invece, hanno deciso di affrontare i problemi del figlio in modo diverso. La mamma ha deciso di allontanarsi da quella fonte di stress e di dolore che la dilaniava, troppo impulsiva e poco paziente per il fragile sistema emotivo del figlio. Si è trasferita con il suo amante in un'altra città lasciando responsabilità e doveri al marito. Come Alberto, il protagonista di Non volare via di Sara Rattaro, ha deciso di percorrere la strada più facile, pentendosene e tornando sui suoi passi successivamente. Il padre di Christopher invece, ha preso le redini di questa famiglia ormai disgregata e distrutta, accudendo il figlio e sostenendolo nei suoi progressi educativi e scolastici. Ma come ogni genitore, sa che commettere errori con i propri figli è semplice. Non esiste alcun manuale del perfetto genitore e le persone si ritrovano direttamente sul banco di prova con il primo figlio e le cose rischiano di complicarsi ulteriormente se il bambino ha problemi mentali come Chris. Ed, per evitare dispiaceri e inutili dolori al figlio, gli ha raccontato una bugia, forse una delle bugie più terribili e mostruose esistenti: gli ha rivelato la morte della madre, mentre questa scriveva al figlio lettere ricce di amore e di pentimento. Lettere che il padre nascondeva meticolosamente nel suo armadio affinché Chris non le leggesse e scoprisse la verità.

Nonostante la trama sembri avvincente e piena di mistero e aspettative, tutto viene a galla molto velocemente: l'assassino di Wellington si costituirà a metà libro. Da quel fatto Crish cercherà di trasferirsi dalla madre, scappando di casa, temendo che l' "assassino" possa fargli del male.
L'autore, Mark Haddon è stato bravissimo nell'immedesimarsi in questo ragazzo prodigioso, amante della matematica e affetto da autismo. Ma dall'altro lato non è stato altrettanto bravo a trasmettere emozioni. Mi sono commossa nel vedere i continui e inutili tentativi da parte del padre di Chris di migliorare il loro rapporto, e di sopportare le rigide regole imposta dall'handicap del figlio ma, oltre a questi brevi episodi non ho trovato nient'altro. Forse ho sbagliato io a leggere il romanzo subito dopo aver terminato la lettura di Non volare via di Sara Rattaro, un libro ricco di dolore, sofferenza, rinuncia e passione che ho adorato notevolmete. Quindi il paragone tra i due libri non regge.

Del libro inoltre, non ho apprezzato il linguaggio offensivo utilizzato, e soprattutto la bestemmia presente nel racconto, forse comprensibile visto lo stress e le pressioni che ogni giorno il padre di Chris deve sopportare ma, si poteva benissimo evitare sostituendo il termine con un giro di parole o utilizzando un termine più appropriato per il lettore e lo stesso racconto. Il finale l'ho trovato molto sbrigativo e buttato lì, come se l'autore non vedesse l'ora di finire la stesura del romanzo. Tutti questi elementi negativi mi spingono ad assegnare al libro un voto mediocre pur avendo letto su ibs, sito da cui prendo spunto per la lettura di futuri romanzi, alcuni commenti positivi ed entusiasti.

Partendo da fatto che ogni libro è unico e speciale, e può trasmettere a ciascuno di noi qualcosa che per altri piò essere ad esempio un segreto che non comprenderemo mai (da questa spiegazione nasce il nove del blog: Bookcret, parola composta da book, libro e secret, segreto) mi sento di consigliare la lettura del libro a tutti coloro che leggendo la trama ne sono rimasti incuriositi.


La gente mi confonde.
Per due ragioni, fondamentalmente.
La prima è che la gente parla molto senza usare le parole.
[…]
La seconda ragione è che la gente spesso parla usando delle metafore.
[…]
La parola metafora significa trasportare qualcosa da un posto all'altro, e deriva dai termini greci meta (che significa da un luogo all'altro) e ferein (che significa trasportare) e si usa quando si vuole descrivere qualcosa con una parola che in realtà indica qualcos'altro. Questo significa che la parola metafora è una metafora.
Credo che potrebbe anche essere definita una bugia, perché il cielo non si riesce a toccarlo con un dito e la gente non tiene gli scheletri nell'armadio. E quando mi concentro e cerco di rappresentare nella mia testa frasi come queste non faccio altro che confondermi, perché immaginare qualcuno con dei diavoli attaccati ai capelli mi fa dimenticare di cosa sta parlando la persona che ho di fronte.



Il mio voto al romanzo:

8 commenti:

  1. Non ho mai letto questo libro, ma devo dire che la trama incuriosisce, un peccato per la recensione, se mi capiterà un giorno lo leggerò ma per ora non credo che andrò in libreria apposta per cercarlo! Comunque l'estratto mi piace molto ;D

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    1. Ciao Robin, non è detto che se a me il libro non sia piaciuto questo debba succedere anche ad altri. Questo era il messaggio che volevo dare ai lettori con l'ultima frase della mia recensione.
      Prima di leggerlo ho letto tanti commenti positivi sul romanzo, ci sono aspetti del libro che ho davvero apprezzato ma, purtroppo sono minori di quelli negativi. Spero che nonostante il mio scarso giudizio tu un giorno voglia leggerlo ed essere uno di quegli utenti che hanno apprezzato notevolmente il romanzo. Grazie mille per aver letto la mia recensione :D
      Ilaria

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  2. Ciao Pam, bella recensione!! Anche a me la trama mi ispirava ma non so perchè, non ho mai comperato questo libro nonostante fosse sempre stato a guardarmi dallo scaffale :) Non credo comunque lo leggerò, darò la precedenza ad altro sicuramente ^_^

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  3. Ciao claudina, la recensione l'ha scritta Ilaria, io non ho mai letto il libro ma non credo nemmeno io di leggerlo, anche perchè mi fido della recensione della mia collega ;D Grazie per aver commentato! Baci ^-^

    Pam

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    1. Ups, scusa, sono talmente abituata a scrivere Pam che mi è venuto spontaneo ^__^

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    2. Tranquilla, nessun problema ^-^

      Pam

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  4. Ho letto questo libro anni fa, quando ancora andavo alle superiori. Ricordo che mi è piaciuto molto, ma non sono un'amante del giallo. Forse è per questo che non mi ha dato fastidio come tutto viene a galla velocemente. Mi incuriosiva capire come ci si dovesse sentire nei panni del ragazzo. D'altro canto capisco la delusione del finale. E' sembrato sbrigativo anche a me.
    Credo che lo riprenderò in mano. Sono curiosa di vedere se mi piacerà anche ora che sono cresciuta.

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    1. Grazie per aver commentato! Se lo rileggi facci sapere cosa ne pensi, ci piace avere pareri contrastanti :D A presto :*

      Pam

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