lunedì 25 novembre 2013

Assaggi di lettura: Neve a primavera di Sara Jio


Salve carissimi lettori,
qui a Bookcret si batte un po' la fiacca per via di vari impegni, impossibili da rimandare o da evitare. Pertanto oggi, giorno in cui avrei dovuto pubblicare la mia recensione di Neve a primavera di Sara Jio ma, che non sono riuscita a terminare in tempo, vi propongo la lettura del primo capitolo. Intanto vi do appuntamento a domani per la pubblicazione della recensione vera e propria. Mi scuso con tutte quelle che la aspettavano con ansia e vi auguro un buon proseguimento di serata.


I CAPITOLO


VERA RAY


Seattle, 1º maggio 1933

Uno spiffero gelido s'infilò attraverso le assi del pavimento, facendomi
rabbrividire, e mi strinsi addosso il maglione di lana grigio. Gli rimaneva un unico bottone ma, a cinque centesimi l'uno, il solo pensiero di rimpiazzare quelli che mancavano mi sembrava un lusso inutile. E poi, ormai era primavera. In teoria, almeno. Lanciai un'occhiata alla finestra di quella piccola stanza al secondo piano, ascoltando il fischio cupo, furioso del vento. I rami del vecchio ciliegio sbatterono contro la facciata con una forza tale da farmi sobbalzare: il vetro non avrebbe retto a un altro colpo. Non mi potevo permettere di farlo riparare, non quel mese. In quel preciso istante, qualcosa d'inaspettato catturò la mia attenzione, facendomi dimenticare per un attimo le preoccupazioni: il cielo era un mulinare di germogli rosa pallido. Sorrisi. Proprio come la neve, pensai con un sospiro. «Mamma?» squittì la vocina di Daniel, da sotto le coperte. Scostai la trapunta blu, piena di rattoppi, scoprendo il suo viso bellissimo, incorniciato di boccoli biondi e morbidi come quelli di un angioletto. Ormai aveva tre anni, guance rosee e paffute e occhi di un azzurro così intenso da togliere il fiato, ma quando dormiva aveva la stessa espressione del giorno in cui era venuto al mondo. A volte, all'alba, entravo in punta di piedi nella sua stanza e lo guardavo, stretto al suo orsetto di pezza, che aveva un orecchio strappato e il fiocco di velluto blu ormai logoro, ma lui non se ne separava mai. «Che c'è, tesoro?» gli chiesi, mentre m'inginocchiavo accanto al letto in legno di pino, lanciando un'altra occhiata fuori, preoccupata per il tempaccio che infuriava. Che razza di madre sono, a lasciarlo qui tutto solo in una notte del genere? mi chiesi, sospirando. Del resto, che alternative avevo? Caroline faceva l'ultimo turno e io non potevo portarmelo di nuovo in albergo, non dopo quello che era successo il finesettimana precedente. Estella lo aveva trovato a dormire nella suite del nono piano e lo aveva scacciato dal piumino caldo come se fosse stato un topo sorpreso col muso in un barattolo di farina. Daniel si era spaventato a morte e io per poco non avevo perso il posto. Feci un respiro profondo. No, sarebbe stato benissimo lì a casa, il mio piccolo angelo, al caldo e al sicuro nel suo lettino. Avrei chiuso la porta a chiave. I muri erano sottili, ma la porta, quella sì, era robusta. Mogano massiccio, con una bella serratura in ottone. Trasalimmo entrambi quando sentimmo bussare, di sotto. Un martellare incalzante, ostinato, violento. Daniel fece una smorfia. «È di nuovo lui, mamma? È l'uomo cattivo?» mi chiese, la voce ridotta a un sussurro. Gli posai un bacio sulla fronte, cercando di nascondere la paura che mi schiacciava il petto. «Stai tranquillo, amore mio. Forse è solo zia Caroline. Tu stai qui, vado a vedere», gli dissi, prima di alzarmi. Scesi le scale e per un attimo rimasi paralizzata in soggiorno, chiedendomi che cosa fare. I colpi alla porta continuavano, ancora più forti e rabbiosi. Sapevo chi era, e che cosa voleva. Guardai la mia borsetta: non c'era che un dollaro, dentro, al massimo due. Ero in ritardo con l'affitto di tre settimane; finora avevo tenuto a bada Mr Garrison accampando scuse, ma adesso... E la mia paga se n'era andata per fare la spesa e per comprare un paio di scarpe nuove a Daniel. Non poteva più andarsene in giro con quelle ciabattine minuscole, poveretto.
Toc, toc, toc...
I colpi sembravano riecheggiare il battito del mio cuore, da quanto era forte. Non avevo scampo, intrappolata fra quei muri che sembravano una gabbia di ferro, o una rete coperta di ruggine. Che cosa potevo fare? mi chiesi, terrorizzata. D'istinto, abbassai lo sguardo sul polso. Quel bracciale d'oro, sul quale erano incastonati tre deliziosi zaffiri, era un regalo del padre di Daniel. Quella notte ormai lontana, all'Olympic Hotel, ero stata un'ospite, non una cameriera in divisa nera e grembiule bianco. E, quando, dopo aver aperto l'astuccio blu, lui mi aveva agganciato il bracciale al polso, per la prima volta mi ero sentita degna d'indossare un gioiello del genere. Non avevo mai visto niente di così bello. Allora mi sembrava persino sciocco pensare che avrei potuto... Strinsi forte le palpebre, mentre i colpi continuavano. Stavo per sganciare il fermaglio, ma mi bloccai, scuotendo la testa. No, non potevo darlo a lui, non potevo arrendermi così. Avrei trovato un'altra soluzione, mi dissi, nascondendo il bracciale sotto il polsino del vestito. Con un respiro profondo, mi avvicinai lentamente alla porta e feci scattare la serratura. I cardini cigolarono e mi ritrovai di fronte Mr Garrison, fermo nel corridoio. Non era difficile capire perché Daniel ne avesse così paura: era un uomo alto e corpulento, col volto severo quasi del tutto coperto da una barba grigia e incolta, che lasciava a stento intravedere le guance rubizze e butterate e gli occhi scuri, dallo sguardo ostile. Nel fiato rancido si avvertiva la traccia resinosa del gin fatto in casa, a indicare che era appena uscito dal locale al piano di sotto. Eravamo ancora sotto il regime austero del Proibizionismo, ma la polizia di solito chiudeva un occhio, in quella zona della città. «Buonasera, Mr Garrison», dissi, con tutta la dolcezza che riuscii a radunare. Lui fece un passo in avanti, piazzando sulla soglia il grosso stivale dalla punta rinforzata. «Si risparmi i convenevoli. Dove sono i miei soldi?» «Ecco... Le posso spiegare... So che sono in ritardo con l'affitto, ma è stato un mese davvero difficile per noi, e...» iniziai, con voce tremante. «Questa storia l'ho già sentita la scorsa settimana», ribatté lui, asciutto. Mi spinse da un lato e andò a curiosare in cucina, dove addentò la sottile fetta di pane che avevo tolto dal forno poco prima. La mia cena. Aprì la ghiacciaia e aggrottò la fronte, quando vide che non c'era nemmeno un panetto di burro. «Glielo chiedo un'altra volta: dove sono i miei soldi?» incalzò, con la bocca piena. Strinsi la mano sul bracciale, mentre fissavo il muro scrostato dietro di lui, con lo zoccolo coperto di graffi. E adesso che cosa gli dico? Che cosa posso fare? Lui scoppiò in una risata gutturale.
«Come immaginavo. Ladra e anche bugiarda.»
«Mr Garrison, io...» Mi trapassò con uno sguardo lascivo, avvicinandosi tanto che sentii di nuovo il suo fiato pesante, e la barba che mi solleticava il mento. Mi afferrò il polso con un gesto brutale, mentre il bracciale scivolava sotto la manica. «Lo sapevo, che saremmo arrivati a questo punto.» Con l'altra mano – altrettanto rude e grassa – prese a frugarmi sotto il maglione, scoprendo il corsetto, e sganciò un bottone con l'indice. «Fortunatamente per lei, sono un uomo generoso, e le permetterò di pagarmi in un altro modo.» Feci un passo indietro, e in quel momento sentii dei rumori sulle scale.
«Mamma?»
«Daniel, amore, torna a letto. Arrivo subito», dissi, cercando di non perdere la
calma.
«Mamma...» ripeté lui, la voce incrinata dal pianto.
«Tesoro, è tutto a posto, credimi. Ti prego, torna a letto», lo implorai, sperando che non si accorgesse del terrore che provavo. Non potevo lasciare che assistesse a quella scena o, peggio ancora, che Mr Garrison gli facesse del male.
«Mamma, ho paura», ribatté Daniel, la voce soffocata dall'orsetto di pezza che
teneva stretto davanti alla faccia. Mr Garrison si schiarì la gola, rassettandosi il soprabito. «Be', visto che non è capace di tenerlo a bada, sarò costretto a tornare. E stia tranquilla che lo farò», ringhiò, rivolgendo a Daniel un'occhiata torva, neanche avesse davanti un insetto fastidioso. Si voltò di nuovo verso di me, fissandomi come se fossi un pezzo di carne che soffriggeva in padella. «Tornerò a prendere quello che mi spetta», aggiunse, prima di uscire.
«Sì, Mr Garrison», risposi, annuendo debolmente. Con le mani che tremavano, richiusi la porta dietro di lui, mentre l'eco dei suoi passi si allontanava lungo il corridoio. Feci un respiro profondo, cercando di calmarmi, e mi asciugai la lacrima che mi rigava la guancia prima di girarmi verso Daniel e correre da lui. Quando lo raggiunsi lo abbracciai forte, cullandolo tra le braccia.
«Tesoro... Hai avuto paura, amore mio? Ma non devi averne, c'è la mamma, qui con te. Non ce
n'è motivo.»
«Ma quello è un uomo cattivo. Ti ha fatto male, mammina?» chiese, piagnucolando.
«No, piccolo mio, la mamma non glielo permetterebbe mai», dissi, mentre mi sganciavo il bracciale dal polso, raccogliendolo nel palmo della mano. Daniel alzò lo sguardo verso di me, confuso. Guardai quegli occhi grandi e innocenti, rimpiangendo di non potergli dare una vita diversa. Né a lui, né a me stessa.
«La mamma adora questo bracciale, amore mio. Voglio solo metterlo al sicuro.»
Lui sembrò rifletterci per qualche istante. «Hai paura di perderlo?»
«Esatto.» Mi rialzai, prendendo Daniel per mano. «Ti va di aiutare la mamma? Lo mettiamo nel nostro posto segreto?»
Daniel annuì e ci avvicinammo al sottoscala. Una mattina, giocando, Daniel aveva trovato uno scomparto segreto, non più grande di una cappelliera, e avevamo deciso che ne avremmo fatto il nostro nascondiglio. Lui ci teneva la sua stravagante collezione di tesori: la penna blu di una sialia trovata in strada, una latta di sardine che aveva riempito di sassolini e altre cianfrusaglie, tra le quali un segnalibro, un nichelino nuovo di zecca e una conchiglia schiarita dal sole, che era diventata di un bianco abbagliante. Io invece ci avevo messo il suo certificato di nascita e altri documenti, e ora ci infilai anche il bracciale. 
«Ecco fatto», dissi, mentre chiudevo lo sportellino, meravigliandomi ancora una volta del modo in cui rimaneva mimetizzato tra i pannelli che rivestivano il muro. Non riuscivo a immaginare come Daniel lo avesse scoperto.
«Mamma, mi canti una canzone?» mi chiese lui, appoggiandomi la testa sul petto. Annuii, mentre gli ravviavo i capelli sulla fronte; era incredibile quanto assomigliasse al padre. Se solo Charles fosse qui... mi dissi, ma un attimo dopo allontanai quel pensiero, iniziando a cantare: «Hushaby, don't you cry, go to sleepy, little Daniel. When you wake, you shall take all the pretty little horses». La filastrocca riuscì a calmare entrambi. Al quarto verso, gli occhi di Daniel si fecero pesanti. Lo presi in braccio e lo riportai in camera sua, infilandolo di nuovo
sotto la trapunta. Il suo volto s'incupì quando si accorse che indossavo la divisa nera e la crestina bianca. «Non andare, mammina.»
«È solo per poco, amore mio.» Gli accarezzai il mento e gli posai un bacio sulle guance morbide e fresche. Daniel affondò il viso nell'orsacchiotto di pezza, strofinandosi contro il bottone che gli faceva da naso; un gesto che ripeteva sempre.
«Non voglio...» iniziò a dire, mentre la sua mente di bambino si affannava a cercare le parole più adatte.
«Ho tanta paura, quando vai via.»
A fatica, ricacciai indietro le lacrime. «Lo so, tesoro, ma devo andare, proprio perché ti voglio bene. Un giorno lo capirai.»
«Mamma, Eva dice che la notte vengono i fantasmi», insistette lui, lanciando un'occhiata alla finestra.
Fuori, la bufera ormai infuriava. Sgranai gli occhi. Eva, la figlia di Caroline, aveva un'immaginazione davvero
fervida, per essere una bambina di nemmeno quattro anni.
«Che cosa ti ha detto, questa volta?» Daniel esitava, come se stesse valutando l'opportunità di rispondere. «Ecco... Quando giochiamo, certe volte c'è qualcuno che ci guarda. È un fantasma?»
«Di chi parli, tesoro?»
«Della signora.»
Mi chinai, guardandolo dritto negli occhi. «Quale signora, Daniel?» Lui arricciò il naso. «Quella del parco. Non mi piace il suo cappello, mamma, ha tante piume. Ha ucciso un uccellino? A me piacciono gli uccellini.»
«No, tesoro», gli risposi, ripromettendomi di parlare con Caroline a proposito delle storie che s'inventava sua figlia. Avevo il sospetto che gli incubi di cui Daniel soffriva negli ultimi tempi fossero causati proprio da quelle. «Tesoro, che cosa ti ha detto la mamma, sul fatto di parlare con gli sconosciuti?»
«Ma io non ci ho parlato!»
«Bravo bambino.» Gli passai una mano tra i capelli. Lui annuì, e con un sospiro abbandonò la testa sul cuscino. Gli infilai l'orsacchiotto sotto il gomito.
«Guarda, vedi che non sei solo? C'è Max, qui con te», gli dissi, incapace di nascondere il tremito nella voce.
Daniel si strinse l'orsetto contro il viso e sorrise. «Max.»
Mi alzai. «'Notte, tesoro.»
«'Notte, mamma.»
Stavo per chiudere la porta, cercando di non far rumore, quando la sua voce ovattata gridò: «Aspetta!»
«Che c'è, amore?» gli chiesi, sporgendomi di nuovo nella stanza.
«Bacino a Max.»
Tornai dentro e mi chinai sul letto, mentre Daniel mi premeva l'orsetto sulle labbra. «Ti voglio bene, Max. Ti voglio bene, Daniel. Non immagini nemmeno quanto», sussurrai, mentre uscivo. Scesi le scale in punta di piedi, misi un altro ceppo di legna nel camino e, recitando una preghiera silenziosa, uscii dalla porta, chiudendola a chiave. Era solo un turno, e sarei tornata prima dell'alba. Mi voltai a guardare l'uscio, dietro di
me, e scossi la testa, allontanando i miei cupi pensieri. Non avevo scelta. E lui era al sicuro, lì. Sano e salvo.


Ilaria di
Bookcret, quello che i libri non dicono

domenica 24 novembre 2013

Le imminenti uscite nelle librerie italiane


Buona sera e buona domenica lettori di Bookcret,
anche questa settimana è giunta al termine, ma le sorprese non ci abbandonano mai. La domenica è dedicata alle prossime uscite nelle nostre librerie e noi abbiamo il piacere di tenervi aggiornati su qualsivoglia romanzo che vogliate acquistare prossimamente.Quindi, fateci sapere se vi sono piaciuti e se li leggerete. Date anche un'occhiata a quelle della scorsa settimana qui.



Titolo: Shadowhunters - Il Codice
Titolo originale: The Shadowhunters Codex
Autore: Cassandra Clare e Joshua Lewis
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 26 novembre 2013
Prezzo: 14,45 €

TRAMA

Dal XIII secolo, il Codex è stato il solo e unico manuale per gli Shadowhunters. Una guida per coloro che avevano la necessità di rispolverare le lingue demoniache, imparare l'uso corretto dello stilo, insomma qualsiasi cosa avesse bisogno un giovane Nephilim per diventare uno Shadowhunter. Splendidamente illustrato, il Codex contiene immagini della famosa Idris, patria degli Shadowhunters, rappresentazioni di demoni e altro. Ma questo libro e' anche la copia di Clary, ed essendo lei un'artista, ci sono anche bozzetti dei suoi amici, della sua famiglia, note utili a margine ed i propri pensieri. Enciclopedia a parte, questo manuale completo è un complemento perfetto per la serie bestseller del New York Times.




Titolo: Splendore
Autore: Margaret Mazzantini
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 26 novembre 2013
N° di pagine: 312
Prezzo: 19,00 €

TRAMA

Avremo mai il coraggio di essere noi stessi? si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l’altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s’impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. Un filo d’acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell’altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l’amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L’iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l’infanzia, l’adolescenza, il ratto dell’età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell’età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la Lancia spezzata, attraversano insieme. 




Titolo: Losing It - Credevo che il cielo fosse azzurro (Losing It #1)
Titolo originale: Losing It
Autore: Cora Carmack
Editore: Edizioni Anordest
Data di pubblicazione: 12 dicembre 2013
Genere: New Adult

TRAMA

Bliss Edwards sta per laurearsi al college. Stanca di essere l’unica vergine tra i suoi amici, decide che il modo migliore per risolvere il problema sia di perdere la verginità nel modo più veloce e semplice possibile—con un’avventura di una notte. Ma il suo piano risulta essere tutto tranne che semplice poiché, terrorizzata, lascia Garrick, un bellissimo ragazzo solo e nudo nel suo letto con una scusa a cui nessuno con un minimo di cervello potrebbe mai credere. E come se questo non fosse già abbastanza imbarazzante, quando arriva per la sua prima lezione dell’ultimo semestre riconosce il suo nuovo insegnante di teatro….l’aveva lasciato nudo nel suo letto circa 8 ore prima…!



***


Vi sono piaciuti i libri che stanno per uscire? Quali di più e quali di meno?


Per oggi terminano qui le pubblicazioni in uscita per le case editrici italiane. Speriamo veramente che abbiano attirato la vostra attenzione! Buona lettura e buon pomeriggio carissimi!



Pamela di
Bookcret, quello che i libri non dicono

sabato 23 novembre 2013

Saturday Finds #3


Ciao a tutti lettori di Bookcret,
finalmente è arrivato il fine settimana con un po' di meritato riposo, tranne per me che sono sempre più immersa fino al collo con questo benedetto trasloco. Per fortuna, lunedì si avvicina così avrò più tempo da dedicare al blog. Comunque oggi è sabato, quindi vi do al benvenuto al terzo appuntamento con la rubrica settimanale "Saturday Finds" che, come abbiamo già detto, è stata ideata dal lit blog inglese di successo Should be Reading. Allora, scopriamo quali sono state le scoperte libresche della settimana! Aspettiamo, nei commenti, le vostre e soprattutto scoprire se vi sono piaciute quelle mie e di Ilaria. Buona lettura, amici!


» I nostri Saturday Finds «


Cominciamo con il libro che ha attratto Ilaria e l'ha incuriosita a tal punto da inserirlo nella sua lista di libri da leggere. Pubblicato il 28 luglio 2011 da Leggereditore e consigliato alle amanti della saga di Paullina Simons, stiamo parlando di "La concubina russa" di Kate Furnivall.


TRAMA


Cina 1928. In una città insidiata da ladri, pericoli e sofferenze di ogni sorta, la giovane Lydia ha dovuto imparare presto a sopravvivere. Proviene da una famiglia dell'aristocrazia russa, esiliata in seguito alla repressione bolscevica. A cinque anni ha visto morire suo padre e da allora il suo cuore è andato in frantumi. Ma Lydia non ha tempo per volgersi al passato, sua madre ha bisogno di lei e farà di tutto per assicurarle una vita dignitosa, persino commettere piccoli furti. E durante una delle sue uscite in cerca di fortuna che incontra il giovane Chang An Lo. Fra i due è amore a prima vista, è come se si fossero riconosciuti nella solitudine terribile che li sovrasta. Tuttavia, la loro complicità li spingerà a introdursi in luoghi in cui non avrebbero mai dovuto avvicinarsi: quelli delle lotte di potere fra comunisti e nazionalisti. Nonostante tutto sembri ostacolarli, in un'epoca in cui l'amore sembra la scelta meno indicata, Lydia e Chang non sono in grado di ignorare un sentimento che mostra loro, forse per la prima volta, una promessa di felicità.



Ora, ecco il mio. L'avevo inserito anche tra le copertine preferite della scorsa settimana (qui) ma avevo capito subito che oltre ad una bellissima cover si nascondeva anche una fantastica trama. Pubblicato il 30 agosto 2012 sempre da Leggereditore e inserito amabilmente tra i libri da leggere assolutamente, vi presento "Il giardino dei nuovi inizi" di Nora Roberts, primo capitolo della trilogia "Boonsboro Hotel". Gli altri due capitoli, "La casa dei grandi incontri" e "Una dolce scoperta", sono stati pubblicati rispettivamente il 18 aprile e il 18 luglio 2013.


TRAMA


Lo storico albergo di Boonsboro, nel Maryland, ha visto succedersi guerre e momenti di pace, periodi prosperi e tempi difficili, ha cambiato gestione in diverse occasioni e si è persino vociferato che fosse infestato dai fantasmi. E ora nuovi cambiamenti sono in vista. Non solo i fratelli Montgomery e la loro eccentrica madre sono decisi a ristrutturarlo, ma il nuovo progetto coinvolgerà le vite di molti. Un'ondata di sorprese travolgerà l'intera cittadina, e quando un tocco di rosa si affaccia all'orizzonte, portando una ventata di novità, nessuno dei tre fratelli verrà risparmiato. Ma c'è un altro progetto in cui Beckett Montgomery si è gettato a capofitto: fare innamorare la donna che sta aspettando di baciare da quando aveva quindici anni... Il romanzo di apertura di una nuova trilogia romance, dalla regina assoluta del genere.




***


Cosa ne pensate di queste nostre saturday finds? Le trovate interessanti? Le aggiungerete alla vostra infinita lista di libri da leggere? E quali sono le vostre scoperte letterarie della settimana?




Pamela e Ilaria di
Bookcret, quello che i libri non dicono

venerdì 22 novembre 2013

Recensione: Shades of Lifes di Glinda Izabel


Buon pomeriggio carissimi lettori,
oggi è venerdì e ci si avvicina sempre di più al fine settimana con una delle recensioni che non vedevo l'ora di postare. Sono in un costante ritardo riguarda alla letture dei libri, nel senso che li leggo sempre un po' di tempo dopo la loro uscita ma poi finalmente, riesco anche io a farlo. Per capire meglio perchè è una delle recensioni che volevo scrivere assolutamente, bisogna tornare indietro di un annetto, poco prima dell'apertura di Bookcret. A quel tempo ero una giovane fanciulletta nullafacente e nullatenente che in un estate sola si era divorata almeno una 40 di romanzi. Facevo solamente quello, ma dove li trovavo tutti sti libri da leggere? Atelier dei libri, è la risposta. Premettendo che non è un modo per ingraziarmi Glinda, perchè non sono quel tipo di persona, ma frequentando il suo blog e leggendo le sue recensioni sono incappata in un universo senza fine, che è quello della lettura. Pochissimo tempo dopo ho deciso di aprire il mio blog personale, con l'aiuto della mia fantastica collega Ilaria, che ringrazio immensamente perchè, nonostante la nostra distanza, mi ha sempre aiutato e, durante un mio periodo di crisi scolastica, nel quale non pubblicavo più niente, ha sorretto con le sue sole forze Bookcret, tenendolo in piedi fino al mio ritorno ufficiale. Comunque, vago sempre troppo con le parole. Glinda Izabel, colei che gestisce l'Atelier dei Libri, ha pubblicato nel maggio 2013, attraverso il concorso letterario Ifantasy di Fazi, il suo romanzo d'esordio: "Shades of Life", da tutti ormai comunemente chiamato SOL. Oggi sono qui per recensirlo. Il libro mi è stato consigliato direttamente da Glinda, che non smetterò mai di ringraziare. Ma ora, bando alle ciance, vi lascio come al solito ai dettagli, alla trama e alla mia recensione.



Titolo: Shades of Life
Autore: Glinda Izabel
Data di pubblicazione: 31 maggio 2013
Casa Editrice: Fazi Editore
Collana: Lain
Formato: Ebook
Pagine: 164
Prezzo ebook: 1,99 €

TRAMA

Juniper Lee potrebbe concedersi ogni lusso. Potrebbe viaggiare senza preoccuparsi di avere una destinazione, abbandonarsi a ogni sorta di eccesso senza temere ripercussioni. Ma non c’è nessun bene materiale che possa distrarla dalla solitudine che la divora, perché Juniper è un spettro intrappolato in una dimensione dai contorni indefiniti. Il suo cuore non batte realmente, e tutto di lei - i suoi respiri, i suoi sorrisi, le lacrime che spesso le solcano le guance, sono solo l’eco di una vita ormai lontana. Juniper è sola e non possiede alcun ricordo. L’unica memoria che sollecita la sua mente, sin da quando si è risvegliata nella sua nuova forma spettrale, è quella di un nome. Il suo. Unica eredità della ragazza che doveva essere stata un tempo. Eppure, nonostante sembri non esserci nulla a legarla al mondo dei vivi, Juniper non riesce a seguire il raggio di luce che potrebbe aprirle le porte dell’aldilà. Quando alla sua porta si presenta Logan, attraente ragazzo dallo sguardo scintillante, tutto per lei si tinge di nuovi e abbaglianti colori. Logan è diverso dagli altri spettri, è come se in sé nascondesse qualcosa di unico, che l’attrae in modo irresistibile. Qualcosa di inspiegabile avviene quando i due si toccano, come l’esplosione di una forza celestiale. E un ingranaggio si smuove nei recessi della mente di lei, facendole provare sensazioni mai conosciute prima. Sensazioni che profumano di ricordi sopiti e verità dimenticate. Sensazioni che potrebbero rispondere alla domanda che l’ha assillata sin dal giorno del suo risveglio: chi è davvero Juniper Lee?


RECENSIONE


«Sì. Morire è una cosa sopravvalutata. In fondo non è poi tutta questa tragedia. Se la si vedesse come una seconda occasione, una possibilità di realizzare il sogno di esistere sconfiggendo le implicazioni drammatiche che la vita porta con sé - sai, il tempo che scorre implacabile, il bisogno di affannarsi per lasciare un segno nel mondo - be', se la si vedesse così, non sarebbe tanto male». Mi meravigliai per la profondità di quel pensiero.

Come posso cominciare? Innanzitutto già la sinossi è meravigliosa e ti fa venire voglia di cominciare a leggere il libro e finirlo nel giro di pochi minuti. Ma, ragazzi, vi prego, non fatelo! E' un suicidio. E sapete perchè? Perchè quando mi sono ritrovata verso le ultime pagine, a piangere come una bambina in preda ad una crisi isterica, non volevo che finisse. Quindi, prendetevi tutto il tempo di assaporarlo, di farvelo entrare dentro al cuore e ricordatevi di chiudere a chiave, perchè non dovete farlo uscire facilmente. Come ho già detto a Glinda, ho sentito fin dalle prime pagine una connessione, un legame, con i personaggi. Qualcosa di profondo, mai provato prima. Ho immediatamente immaginato Juniper Lee con il mio volto, il mio nome e Logan con il nome dell'amore della mia vita e il suo viso. SOL è una storia d'amore assolutamente non comune e anticonvenzionale, da stenderti. Finito, avrei voluto rileggerlo altre mille volte, per imprimermi le parole dentro il cuore e dentro la testa.

La luce diurna tremolò attorno a noi. Non me ne curai. Il mondo sarebbe anche potuto andare in frantumi e io lo avrei ignorato. Tutto ciò che contava era tra le mie braccia.

Sì, concordo. Tutto ciò che contava per me in quel momento, il romanzo di Glinda Izabel, era tra le mie braccia e non volevo lasciarlo andare. Lo stile di scrittura dell'autrice è semplice e coinvolgente, ma allo stesso tempo è ricca di dettagli da farti sognare di essere lì. Chiudi gli occhi e ti vedi in tutti i luoghi da lei descritti e non puoi farne a meno. Il primo posto che ho amato in assoluto è stata la piccola libreria vintage Reader's Delight, dove oramai Juniper Lee viveva. Juniper è una ragazza sola, combattuta e tormentata, perchè, essendo morta da non sa quando, ha perso completamente tutti i suoi ricordi. Non sa chi è, da dove viene e l'unica cosa che sa è il suo nome, ed era probabile che se lo fosse inventato lei stessa. A tormentarle le giornate c'è solo la sua coscienza, una voce interiore che lei ha chiamato Adelaide, che la stuzzica e la sgrida, praticamente sempre. Ma qualcosa cambia quando dalla finestra della libreria intravide un paio di occhi blu come il mare dei Caraibi che si piantano nei suoi. Eh si, parliamo proprio di Logan, un ragazzo alto, con i capelli neri e ricci (i miei preferiti) che le sorride. E qui, non aggiungo altro perchè non voglio svelarvi niente dato che è una scena molto divertente. Fin dal primo momento Juniper si mette in discussione. Il ragazzo è nuovo, un nuovo "fantasma" appena arrivato e non vuole assolutamente credere di essere morto. Ha altre supposizioni e fra loro nasce subito qualcosa di intenso e forte che fa vibrare anche la mia anima. 

«Non smettere di guardarmi, Juniper Lee». Il suo pollice sfiorò la mia guancia. «I tuoi occhi sono in grado di cancellare tutto il dolore che mi ha torturato fino a oggi. Non portarmeli via». Era una preghiera appena udibile, la sua.

La mia preghiera appena udibile era di non portarmi via quel libro. Di farlo continuare all'infinito. O almeno di farmi leggere altro di loro due. SOL ha una colonna sonora e, a differenza di tutte le canzone dei Beatles che Glinda ci ha amabilmente messo dentro (io le adoro tutte), per me, quello che lo rappresenta meglio è "A thousand years" di Christina Perri. Il testo, a parer mio, esprime tutto ciò che Logan e Juniper provano l'uno per l'altra. Sinceramente non so più come farvi capire quanto è stato questo libro per me, e quanto vorrei che tutti lo leggessero. E' speciale, romantico, ti fa vivere un sogno. E ora magari la smetto di sognare ad occhi aperti perchè Logan non sarà mai mio, o forse mi sbaglio, perchè un Logan al mio fianco ce l'ho, e sono veramente fortuna. Bene, dopo tutto questo mio sproloquio, che avrei voluto fosse molto più lungo, ma soprattutto avrei voluto aggiungervi altre citazioni, vi lascio, sperando che acquisterete il magnifico romanzo della stupenda Glinda Izabel, a solamente 1,99 € su Amazon. A presto amici, e buona lettura!


Il mio voto al romanzo:




Pamela di
Bookcret, quello che i libri non dicono.

giovedì 21 novembre 2013

In arrivo un nuovo tipo di lettura: di cosa si tratta?


Buon pomeriggio lettori e amici di Bookcret,
oggi è il giorno delle curiosità legate al mondo della lettura! Per questo post non ho avuto problemi a trovare qualcosa di interessante da farvi leggere, soprattutto perchè a me ha fatto morire dal ridere. Ero intenta a gestire la pagina facebook di Bookcret (qui) finchè non mi è apparso un link di una pagina amica, "IRead LIbri in Vendita", contenente un articolo riguardante dei nuovi romanzi. Curiosa, ci ho cliccato sopra, sperando che magari ci fosse qualche novità da inserire nel post della domenica, ma quel che mi sono trovata davanti era totalmente diverso da quel che mi aspettavo e ci mancava poco che cadessi dalla sedia dal ridere. Il titolo che mi è subito apparso è questo:


"Oltre i confini degli Harmony: arriva la letteratura erotica con i dinosauri!"



La prima cosa che mi sono chiesta è stata: "Ma che è 'sta roba?". Scorrendo leggermente in giù, ho notato le copertine di questi "libri" e mi sono resa effettivamente conto che non era una letteratura erotica tra soli dinosauri, ma si trattava di romanzi "quasi" porno tra dinosauro e donna. Sono rimasta scioccata ma l'articolo era così divertente che non c'ho dato peso, sperando con tutto il mio cuore che le editorie italiane, di qualsiasi genere, non pubblicassero robe del genere. Vi riporto alcuni dei passaggi esilaranti.


Gente, là fuori c’è chi vuole fare all’amore con i dinosauri.
A me sono sempre piaciuti, i baldi lucertoloni preistorici… ma mai nella vita avrei pensato di dover precisare che i dinosauri mi piacciono, va bene, ma solo come amici, o magari come grossi animali da compagnia. Non lo so, se avessi un velociraptor potrei portarlo al parco, comprargli un collare con degli strass e dargli da mangiare il grasso del prosciutto. Vorrei bene al mio velociraptor e avrei per lui ogni genere di stima, ma di sicuro non mi getterei tra le sue braccine artigliate col mio miglior completino La Perla.




E già qui sono scoppiata in una risata senza sosta, girando il computer verso il mio ragazzo che era sconvolto, ma allo stesso tempo se la stava facendo addosso come me. Ma il pezzo forte viene adesso, colei che ha scritto l'articolo si è anche acquistata uno dei "romanzetti" per farci la cronaca in diretta di quello che stava succedendo. Il titolo è "Taken by the pterodactyl", il nome è una garanzia, ovviamente. Per non scandalizzare nessuno, metto il pezzo divertentissimo sotto spoiler, così che se ci fosse qualche minorenne che vaga per il blog non è obbligato a leggere il testo, anche se su Internet si trova di molto peggio! Quindi divertitevi con me a leggere il "riassunto" di questa fantastica storia d'amore, più erotica di Cinquanta Sfumature di Grigio e Beautiful Bastard messi insieme. 






E qui mi sono fermata, non riuscendo a controllare le mie risate. Ma come era possibile scrivere una cosa del genere? Cioè, che mente "malata" devi avere per descrivere un rapporto fantomatico tra un dinosauro e una donna? Non riuscivo proprio a crederci. E qui continua la descrizione accurata della situazione, sempre sotto spoiler.






E la fine è stata magnifica. Voglio fare un applauso alla scrittrice dell'articolo perchè è stato meraviglioso leggerlo, comunque ecco a voi la fine:


Ma lo pterodattilo? Lui sì che è intrigante. Così silenzioso e pieno di mistero. Con quelle ali forti e nerborute. Le scaglie affilate. L’occhio immobile e profondo. Chissà quali sono i suoi veri sentimenti. Chissà che vorrà. Che pensa. Che cosa ci avrà capito. Probabilmente poco o niente, come ogni poderoso dinosauro-oggetto che si rispetti.


Al mondo esiste veramente qualcuno, e quel qualcuno si chiama Christie Sims e Alara Branwen, che scrive queste cose. Un conto è la letterature erotica, che oramai, dopo Fifty Shades of Grey, è diventata di moda scriverla, ma ora siamo arrivati a pubblicare romanzi soft porno sui dinosauri. DINOSAURI, gente! Ma che roba, sono sconvolta! Purtroppo non mi sono ancora dilettata nel leggere in lingua originale, ma appena avrò un po' di tempo lo scaricherò e mi riderò fino a scoppiare, lo prometto. Se volete leggere l'articolo per intere trovare il link di riferimento qui. Va bene, dopo questa sconvolgente ed esilarante notizia, vi lascio e vi auguro una piacevole lettura.


Pamela di
Bookcret, quello che i libri non dicono.

mercoledì 20 novembre 2013

WWW... Wednesday #1


Ciao amici lettori di Bookcret,
ormai, dal titolo, avrete compreso di cosa si tratta. Ebbene sì, l'ennesima rubrica settimanale che vi proponiamo, ma che, in realtà, propongono quasi tutti i Lit Blog. WWW... Wednesday è appunto una rubrica del mercoledì ideata dal blog inglese Should be Reading e consiste nel rispondere a tre domande principali, ma noi di Bookcret ne abbiamo aggiunta una che riteniamo molto importante. Quindi, sperando che la rubrica vi piaccia, vi proponiamo il nostro www Wednesday! A presto e buona lettura.


» Le risposte di Ilaria






1. Quale libro avete appena finito di leggere? Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon e Il lago dei desideri di Susan Elizabeth Phillips. (Le recensioni le trovate qui e qui)
2. Quale libro state leggendo attualmente? Neve a primavera di Sarah Jio. (Trama qui)
3. Quale libro avete in mente di leggere? Ce ne sono così tanti che al momento non saprei, deciderò quando avrò finito quello che sto leggendo ora. Ho una lista immensa!
4. Consigliereste ai nostri amici lettori di leggere il libro/i libri che avete appena concluso? Si. Il lago dei desideri è una lettura principalmente femm. quindi la consiglio alle donne. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è una lettura che va benissimo per entrambi i sessi. Non ho apprezzato il romanzo ma non è detto che se il libro non sia piaciuto a me questo debba accadere anche ad altri.


» Le risposte di Pamela





1. Quale libro avete appena finito di leggere? Ho appena finito "Dire sì è una cosa semplice" di Deborah Ameri (Trovate recensione e intervista qui) e "Shades of Life" di Glinda Izabel! (La recensione a tra qualche giorno, intanto la trama qui)
2. Quale libro state leggendo attualmente? Beautiful Bastard di Christina Lauren. (Trama qui)
3. Quale libro avete in mente di leggere? Sono infiniti, ma subito dopo quello della Lauren ho intenzione di leggere "The Returned" di Jason Mott, perchè la trama mi ispira troppo! (Trama qui)
4. Consigliereste ai nostri amici lettori di leggere il libro/i libri che avete appena concluso? Entrambi assolutamente sì. Per "Dire sì è una cosa semplice" potete leggere quando ho trovato bello il romanzo dell'Ameri nella recensione che ho fatto qualche giorno fa. E' eccezionale, brillante, ma soprattutto racconta una vita che potrebbe essere di chiunque. Per Shades of Life di Glinda Izabel, che gestisce il meraviglioso blog Atelier dei libri, invece non ho ancora scritto la recensione perchè l'ho finito proprio oggi, ma è super consigliatissimo. Ti tiene incollata al libro fino alla fine, senza riuscire a fare un attimo di pausa. E' troppo bello ed il tutto verrà confermato nella mia prossima recensione! 


***

Ora fateci sapere i vostri WWW... Wednesday! Li aspettiamo!


Pamela e Ilaria di
Bookcret, quello che i libri non dicono